Covid-19, scetticismo del farmacologo Garattini su rientro a scuola il 14/9: aprirle fa bene ai consensi elettorali?
Covid-19, scetticismo del farmacologo Garattini su rientro a scuola il 14/9: aprirle fa bene ai consensi elettorali?

Molto scetticismo dalla comunità scientifica per il rientro in totale sicurezza a scuola a metà settembre. Questa volta giungono come fulmini a ciel sereno le dichiarazioni di Silvio Garattini, Presidente dell’Istituto di Ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano.

Il notissimo farmacologo ha condotto di recente un importante studio sull’effetto della quarantena nei bambini under 15. Le sue dichiarazioni a proposito della riapertura delle sedi scolastiche, argomento tanto sbandierato dalla ministra Azzolina in queste settimane, stanno facendo discutere l’opinione pubblica e il mondo della scuola.

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Ritorno in classe il 14 settembre? No, ritorno della pandemia Covid-19: un rischio per tutti tranne che per la ministra Azzolina

Silvio Garattini conferma i sospetti nutriti da molti suoi illustri collegi sulla mancanza di sicurezza nelle scuole e sulla possibilità seria di un ritorno della pandemia da Covid-19 in autunno. A sostenere questa tesi sono in tanti che appartengono al mondo scientifico e non: “Sono tanti i dubbi circa l’apertura delle scuole a partire dalla metà di settembre”, sottolinea Garattini.

Il noto farmacologo tenta di immaginare la scuola che verrà a poco più di un mese e mezzo dal suono della prima campanella. Saranno tante le difficoltà che si paleseranno nelle prossime settimane, questa è la sua opinione. La sua critica è rivolta soprattutto alla politica e alla scarsa considerazione che la stessa ha nutrito finora nei confronti della scuola in generale. “Non sono molto ottimista su quel che succederà il 14 settembre”, dichiara lo scienziato.

Insomma, alle ‘spallate’ di questi giorni per bocca dei sindacati (circa lo scetticismo per un rientro in assoluta sicurezza) si sommano anche quelle del mondo della scienza; le opinioni di uno dei luminari della farmacologia mondiale segnano in tutta la sua lungimiranza lo stato di rischio in cui il nostro Paese presto potrà ri-catapultarsi.

Sembra strano che all’inizio dei primi casi di Covid-19 e durante tutto il periodo di lock down il governo si sia totalmente affidato ai dettami del Comitato tecnico scientifico, in maniera totalmente incondizionata. Adesso, le opinioni del mondo scientifico improvvisamente non contano più.

Gli esperti prevedono un ritorno della pandemia, parlano di una seconda e addirittura di una terza ondata… e come se nulla fosse, le loro opinioni hanno perso inspiegabilmente l’autorevolezza che avevano prima. Tutto passa in secondo piano, probabilmente perché il timore reale sarà quello di perdere consensi, in vista delle imminenti tornate referendarie ed elettorali che si svolgeranno guarda caso a settembre.

L’ostinazione della ministra Azzolina per il rientro a scuola a settembre? Forse un ottimo deterrente per non perdere consensi elettorali?

Quello che sembra contare maggiormente per la politica è rientrare a scuola a settembre, almeno dare questa impressione che tutto sia passato: le mascherine, i test sierologici, i tamponi, i banchi monouso da ‘autoscontro’, la misurazione della febbre, le aule capienti o incapienti, la mole di personale precario da assumere (se si entra in lock down tutti a casa) e tutto torna alla normalità.

Tranquillizzare le famiglie, gli studenti, gli insegnanti e gli elettori oramai diventa la panacea per sconfiggere definitivamente il Coronavirus! Ovviamente questo non è vero. Ci vuole ben altro per parlare di rientro in totale sicurezza. Quello che conta di più per la politica è il consenso elettorale a costo di mettere a rischio un’intera generazione di adolescenti e giovani del nostro Paese! Se il rischio di una seconda ondata esiste e se il governo fosse davvero a conoscenza, sono due le cose da fare: 1) ipotizzare un blocco totale fino a che non si mettono realmente in sicurezza, in maniera capillare, tutte le istituzioni scolastiche italiane; 2) iniziare realmente e concretamente a mettere davvero in sicurezza tali istituti, investendo parecchi fondi anche per lassunzione del personale necessario per assicurare il reale diritto allo studio che spetta ad ogni studente.  

Invece siamo alle solite. Parliamo di propaganda politico elettorale, recentemente sottolineata anche da Rino Di Meglio, segretario nazionale del sindacato Gilda degli Insegnanti. In quel caso il sindacalista parlava di pura propaganda politica e non ci si deve scandalizzare troppo se si tratta effettivamente di questo. Non creare allarmismi e rassicurare gli animi di tutti non significa però non prevedere il peggio, guardare anche da lontano a quegli scenari ‘apocalittici’ che molti esperti del mondo scientifico hanno iniziato a denunciare ma che soltanto la Azzolina non si rassegna a prenderle in considerazione (o almeno finge).

La verità è che da qui ai prossimi mesi potrebbe seriamente manifestarsi il ritorno della pandemia e questa ipotesi è abbastanza e seriamente concreta, ma in questo momento storico non ‘conviene‘ parlare lock down e di chiusure: ci sono le elezioni!