Scuola notizie 27/7, è giusto riaprire o no? Lo studio di 'Science'

Riapertura scuola, è una giusta decisione? ‘Il Corriere della Sera’ ha pubblicato uno studio condotto da ‘Science’ riguardante la riapertura delle scuole negli altri Paesi (Sud Africa, Finlandia e Israele). Dallo studio è emerso che i bimbi più piccoli contraggono raramente l’infezione da Covid-19 e si contagiano l’un l’altro: sarebbe ancor più raro, poi, che si portino il virus a casa al punto da infettare i familiari. Tuttavia, sarebbe quanto mai inopportuno riaprire le scuole pensando di non correre alcun rischio. ‘Science’ ha risposto a sei domande che anche i genitori, studenti e insegnanti italiani si stanno ponendo in vista della riapertura delle scuole.

Scuola e Covid-19: lo studio di ‘Science’

Quante probabilità hanno i bambini piccoli di ammalarsi e trasmettere il virus? Sembra che i bimbi piccoli si possano infettare ma non siano contagiosi mentre i ragazzi delle superiori (in media 3 su 10) hanno già sviluppato gli anticorpi.Dobbiamo lasciare che i bambini giochino insieme come prima? Si ritiene che i bambini dovrebbero tornare a correre e a divertirsi il più presto possibile, a condizione che la classe non sia troppo affollata. Per chi ha meno di 12 anni non ci sarebbe nemmeno bisogno del distanziamento. Si dovrebbe stare all’aperto di più: se il tempo lo permette, si potrebbe far lezione fuori (non certamente in inverno). Gli adolescenti, invece, dovrebbero mantenere un metro di distanza.

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Mascherina si o no? Se a scuola c’è un positivo?

Mascherina si o no? Si dovrebbe raggiungere un compromesso, visto il fastidio di portarla. Sarebbe accettabile chiedere ai più grandi di mettere la mascherina e di utilizzarla correttamente solo quando non è possibile mantenere le distanze.E se a scuola c’è un ‘positivo’? La rivista ‘Science’ non ha voluto dare una risposta vincolante. C’è chi ritiene, infatti, che sia sufficiente isolare chi è positivo e i suoi contatti, senza dover chiudere la classe, altri, invece, vorrebbero prendere provvedimenti più drastici. A questo proposito, i risultati di due studi in corso in Germania e nel Regno Unito offriranno delle importanti risposte.Le infezioni che nascono a scuola possono diffondersi alla comunità? Sembra che i casi di malattie gravi tra gli insegnanti siano davvero pochi, eccezion fatta per la Svezia, dove, però, non è stata fatta alcuna politica di chiusura delle scuole. I rischi che si sviluppino focolai a scuola sarebbero trascurabili.Infine, cosa ci aspetta da ora in avanti? La risposta è diversa a seconda dei Paesi. I bambini dei Paesi più poveri, purtroppo, la chiusura delle scuole sarà un fattore inevitabile. In altre Nazioni dove non si ci sono le risorse per approntare sufficienti misure di sicurezza, si dovrà attendere, per forza, il vaccino. Nei paesi più ‘ricchi’, si ritiene che i bambini abbiano molto più da perdere con il ‘lockdown’: non vuol dire che i bambini non si ammalano mai, ma che la probabilità di ammalarsi o addirittura di morire di Covid è molto bassa.