Riapertura scuole, Fioramonti spara a raffica su Azzolina: 'Arrogante, non è vero che ha messo 6 mld sulla scuola'

Riapertura scuola a settembre, l’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha attaccato duramente colei che ha preso il suo posto a capo del dicastero di Viale Trastevere. 

Rientro a scuola, Fioramonti: ‘Azzolina pensa di sapere tutto, è arrogante’

In un’intervista rilasciata a TPI (The Post Internazionale), Fioramonti non le manda a dire alla ministra Azzolina, secondo lui, ‘arrivata al ministero pensando di sapere tutto. Quando io ero ministro, lei come sottosegretaria già si era messa di traverso su molte cose, creando gravi problemi con i sindacati, generando tensioni nella scuola.’Fioramonti parla di ‘un’arroganza che l’ha portata a intraprendere scelte non condivise. Dice di aver trovato tutti questi soldi ma non è così, sono sempre stati lì’.

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‘Non è assolutamente vero che ha messo 6 miliardi sulla scuola’

Secondo l’ex ministro, non è assolutamente vero che ha messo 6 miliardi sulla scuola: ‘Non sono mai mancati i finanziamenti in conto capitale (finanziamenti europei, prestiti europei, finanziamenti strutturali), ciò che manca da sempre è la spesa corrente. C’è una enorme differenza. La ministra lo sa ma fa una comunicazione tendenziosa, rivendendosi fondi in conto capitale già presenti come se fossero risorse fresche in spesa corrente. Allo stato attuale questo governo ha messo 1,4 miliardi sulla scuola in spesa corrente tramite il Decreto Rilancio. Punto. Questi sono soldi veri. Nient’altro’.
Fioramonti sostiene che sarebbero serviti almeno 3 miliardi come spesa corrente, quelli che chiedeva lui quand’era ministro: ‘Se io avessi fatto quello oggi sta dicendo la Azzolina sarei stato preso in giro. Ma tutti lo sanno nel mondo della scuola e della amministrazione, e anche lei non sta facendo una bella figura, a settembre la verità verrà fuori. Azzolina conosce molto bene la scuola. Avrebbe potuto coinvolgere la comunità scolastica nelle sue decisioni e la pandemia le avrebbe dato l’autorità morale per essere amata da tutti’.

Fioramonti: ‘Pentito delle mie dimissioni? No, ma sono certo che mi rimpiangono’

Tuttavia, Fioramonti ha sottolineato di non essersi pentito delle sue dimissioni, in quanto ritiene di aver seguito una linea coerente: ‘Molti riconoscono la coerenza e la serietà del mio gesto, ma certo mi rimpiangono a viale Trastevere’.
Sulla questione banchi, Fioramonti sostiene che sia impossibile che arrivino in tempo ma la ministra deve far vedere che ha speso i soldi e ‘siccome non ha risorse sufficienti in spesa corrente per gli organici, si riduce a comprare banchi e tablet‘. 

Riapertura a settembre, come? Fioramonti: ‘Classi più piccole e distanziamento’

Come ripartire a settembre, dunque? Servono ‘classi più piccole e distanziamento. Che per inciso ci aiuta a costruire una scuola migliore, a prescindere dal Covid. Pensare di tenere i bambini con le mascherine è folle. Dobbiamo cogliere questa opportunità per ritrovarci una scuola migliore in futuro. Ed è fondamentale investire su studenti e insegnanti. Sulle persone che fanno la scuola. Tutti gli anni intorno a luglio il ministro dell’Istruzione chiede al MEF circa 50mila cattedre, a prescindere dalla pandemia. La Azzolina ne ha chiesti 30mila in più. Ancora pochi a fronte dei pensionamenti e delle esigenze della pandemia. Vedremo se glieli daranno’.
Infine, un giudizio sullo scontro Azzolina-sindacati: ‘Non sono amante del mondo dei sindacati a prescindere, ma sono indispensabili. Da ministro ti siedi e ci parli’.