'Repubblica' risponde al Miur sulla 'querelle bozza Linee guida DAD integrata'
'Repubblica' risponde al Miur sulla 'querelle bozza Linee guida DAD integrata'

A proposito della bozza delle nuove Linee guida sulla didattica a distanza integrata, il Ministero dell’Istruzione ha diffuso un comunicato stampa all’interno del quale vengono definiti infondati alcuni ragionamenti riportati su alcuni articoli, come ad esempio quello di ‘Repubblica‘ sulle lezioni da 45 minuti. ‘Infondato – aggiunge il Ministero – anche il ragionamento secondo cui, sempre in base all’articolo, ‘tendenzialmente si formeranno’ due gruppi per classe e ‘il primo sarà 5-6 giorni a scuola mentre l’altro 5-6 giorni a casa’. 

Linee guida didattica a distanza integrata, ‘Repubblica’ risponde al Ministero dell’Istruzione

‘Repubblica’ ha voluto rispondere al comunicato stampa del Ministero dell’Istruzione, affermando che la suddetta bozza ‘è stata inviata dalla Direzione generale del ministero dell’Istruzione martedì 28 alle ore 18 alle cinque organizzazioni sindacali più rappresentative della scuola e a due organizzazioni di riferimento per i dirigenti scolastici e, su questa bozza, era previsto un incontro con le stesse parti al ministero, ieri alle 15,30 (incontro a cui i sindacati della scuola non hanno voluto partecipare).’

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‘Repubblica’ prende atto che il Ministero dell’Istruzione ritenga oggi superate queste linee guida, dopo averle diffuse alle parti sociali e averci costruito un confronto sindacale. 

‘Ribadiamo – si legge nella precisazione di ‘Repubblica’ – che nella bozza diffusa si parla dei 45 minuti di lezione a distanza: “… è opportuno che, all’interno dell’ora tradizionale di lezione, il tempo dedicato alla Didattica digitale integrata raggiunga al massimo i 45 minuti…”. 

Ribadiamo che nella bozza non esiste un’indicazione a proposito delle scuole medie inferiori (eccetto che per quelle a indirizzo musicale). Il ragionamento per cui “tendenzialmente si formeranno due gruppi e il primo sarà 5-6 giorni a scuola mentre l’altro 5-6 giorni a casa, la settimana successiva il contrario”, è, appunto, un ragionamento dell’autore dell’articolo illustrato come tale, separato dalle linee guide e basato su quello che decine di dirigenti scolastici delle scuole superiori hanno fin qui deciso e comunicato. Ribadiamo, quindi, – conclude ‘Repubblica’ – la correttezza dell’intero articolo.’