Scuola e sostegno, Coordinamento Docenti Immobilizzati: 'Salvaguardare professione insegnante e tutela diritti alunni con disabilità'

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa inviatoci dal Coordinamento Docenti Immobilizzati.

Coordinamento Docenti Immobilizzati: ‘Appello alle famiglie e alle autorità di competenza per la salvaguardia della professione dell’insegnante per le attività di sostegno e la tutela dei diritti degli alunni con disabilità’

Premessa: Nel processo formativo vanno garantite pari opportunità educative, attraverso la conoscenza di ciascun alunno, le cui caratteristiche, crescendo, sono soggette a cambiamenti; l’armonizzazione degli stili educativi e dello sviluppo del bambino risulta delicata e oggetto di particolare attenzione quando l’alunno ha in sé delle specificità che non dispongono la soddisfazione dei livelli di sviluppo conformi all’età. La logica curricolare deve centralizzare i bisogni e gli interessi del bambino, aderire ai contenuti culturali della comunità e del sistema di vita per un orientamento condiviso, quindi, partendo dall’osservazione del bambino, valorizzare le variabili soggettive e di contesto per l’evoluzione della personalità in formazione sottolineando il valore delle esperienze comuni ed individuali. L’individuazione e l’adozione di metodi e contenuti, capaci di trasformare le potenzialità in capacità personali di ciascun bambino in competenze non può esser rilegata ad una conoscenza approssimativa delle nozioni psicopedagogiche di riferimento il cui quadro è vasto e in evoluzione. La sintesi dei suoi contenuti sono la base imprescindibile per fornire al rapporto scuola-famiglia-territorio un’offerta formativa verificabile e documentabile nella sua organizzazione, attuazione e risultati determinando il percorso più idoneo nel sollecitare il potenziamento e lo sviluppo delle abilità senso-percettivo-motorie ed emotivo-relazionali. Anche il predisporre un ambiente accogliente che lo aiuti nel processo di crescita armonica e serena non è una situazione da lasciare al caso; sarà solo in ultima istanza affrontare la predisposizione del materiale didattico strutturato che valorizzi sia gli obiettivi accademici che quelli deputati alle varie aree di sviluppo in base alle esigenze specifiche degli stili cognitivi e sensoriali ed infine di apprendimento dell’alunno.

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Considerazioni: Che l’educatore possegga una profonda conoscenza del materiale da proporre è lodevole ma non sufficiente se non si hanno le basi psicopedagogiche e didattiche appropriate al ruolo affinché si abbia consapevolezza che bisogna interpretare e soddisfare le esigenze di un armonico e integrale sviluppo del bambino per porre le basi di ogni ulteriore opera educativa. Le ultime scelte governative sono state dettate più dall’esigenza di sopperire una carenza organica del personale specializzato che fornire un ausilio valido alle famiglie.

L’appello che proponiamo alle famiglie e alle autorità di competenza è che sia salvaguardata la professione dell’insegnante di sostegno affinché le dinamiche rappresentate nella premessa siano assolte in modo congruo per il destinatario: l’alunno in tutta la sua interezza.

Denunciamo: due fenomeni che possono addurre alla mancata tutela della professionalità dell’insegnante che ha scelto di prestare il proprio servizio sulle attività teorico-pratiche del sostegno a supporto di una comunità educante quale è la classe e di conseguenza alla mancata tutela del diritto allo studio degli alunni con disabilità: l’indisponibilità dei posti che porta il personale con titolo idoneo alla sofferta scelta di dover richiedere nelle procedure di mobilità classi di concorso per le quali non si è assunto il ruolo provocando annualmente la riduzione fisiologica di un personale con formazione specifica sui temi dell’inclusione già scarno, e, non meno grave, il fenomeno della reiterazione della richiesta delle assegnazioni provvisorie che rende discontinuo ogni progetto di vita in essere. Due fenomeni che si acuiscono in maniera forzata dalle fallacie procedure di mobilità interprovinciale a causa dell’incongruenza tra gli scarni organici dell’autonomia che assegnano poche cattedre in trasferimento ma migliaia di cattedre stagnanti in assegnazione provvisoria che non creano né una situazione stabile alla vita privata degli insegnanti specializzati né una continuità didattica di qualità agli alunni; la dispersione del personale specifico con il passaggio di ruolo e/o cattedra è strettamente connesso al fenomeno precedente in quanto le discipline hanno un incremento dei posti autorizzati, stabili nel tempo e congrui al fabbisogno a differenza dei posti specifici di sostegno che risultano del tutto assenti e non corrispondenti al fabbisogno reale. Dopo anni di servizio svolto in maniera di precarietà prima e dopo il ruolo, tutti gli insegnanti di sostegno che non riescono a rientrare col proprio ruolo nella propria provincia di residenza chiedono questo cambio di professionalità disperdendo la forza lavoro su un ruolo per il quale non hanno incentrato i loro studi, una forza lavoro formata per assolvere e contribuire al miglioramento di un processo di inclusione fondamentale per il buon clima di classe. Sulla base di quanto descritto riteniamo di primaria importanza la ricollocazione del personale già assunto e formato sul sostegno che ha in sé competenze accademiche acquisite da percorsi formativi universitari pluriennali ed esperienze date da anni di servizio specifico rispetto alle nuove leve che spesso non assolvono a tutte queste caratteristiche. La ricollocazione del personale è materia esclusiva della mobilità che nelle procedure interprovinciali subisce un arresto del 70% sulle effettive disponibilità autorizzate nell’organico dell’autonomia (ex organico di diritto) e un arresto del 98,583%, calcolo svolto per il grado primario della provincia di Napoli in base all’organico dei posti in deroga sul sostegno, non disposti nelle procedure di stabilizzazione con a capo la mobilità. Quindi su un fabbisogno reale il contingente assegnato alle procedure di trasferimento sulla provincia di Napoli non è pari al 30% ma al 1,378% e il prossimo anno subirà per contrattazione un ulteriore arresto del 5% dato che la mobilità interprovinciale sarà disposta non più sul 30% di un organico non veritiero ma sul 25%. Lo stesso andamento per il capoluogo siciliano, Palermo: è evidente come su un fabbisogno di 923 cattedre sia riduttiva la disponibilità di solo 13 cattedre nelle procedure di mobilità interprovinciale ovvero i trasferimenti sono disposti solo sul 1,333% del reale fabbisogno organico sul sostegno. Un diritto allo studio negato anche a Palermo del 98,667%. L’immobilizzazione degli insegnanti specializzati per il sostegno alla classe in termini inclusivi, così come la dispersione delle risorse è un fenomeno che si accentra maggiormente in alcune aree: quelle meridionali, dove la formazione è massiva e concomitante con le richieste insoddisfatte in materia di mobilità creando un precariato non necessario e un precariato in ruolo per la discontinuità prodotta dall’eccessivo impiego delle assegnazioni provvisorie.

SOSTEGNO PRIMARIA

Anno scolastico 2019/2020

  • Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli

Organico di diritto: 1878

N° Trasferimenti interprovinciali: 27

Assegnazioni provvisorie interprovinciali con titolo di specializzazione: 1337

Assegnazioni provvisorie interprovinciali senza titolo di specializzazione: 263

Contratti sostegno a tempo determinato: 251

  • Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo

Organico di diritto: 923

N° Trasferimenti interprovinciali: 13

Assegnazioni provvisorie interprovinciali con titolo di specializzazione: 486

Assegnazioni provvisorie interprovinciali senza titolo di specializzazione: 357

contratti sostegno a tempo determinato: 250

Queste percentuali lamentano la mancanza di rispetto delle norme già esistenti a tutela dei diritti degli alunni con disabilità ai quali dovrebbero esser attribuiti, maggiori garanzie da parte di uno Stato solidale e partecipe ma in realtà sono i più penalizzati nel mondo della scuola, il loro diritto allo studio è leso, quindi, del 98,583% da uno Stato che non incentra su di loro un reale investimento qualitativo affinché il loro progetto di vita sia salvaguardato dalla continuità didattica e da un personale attento e formato che con corresponsabilità attraverso interventi personalizzati e/o individualizzati definiti nel P.E.I. contribuisce nel realizzare il processo di apprendimento e insegnamento e quello di inclusione di cui è protagonista l’intero gruppo classe del quale l’insegnante per le attività di sostegno è contitolare.

Conclusione: I docenti immobilizzati fuori la propria provincia di residenza e titolari su posti di sostegno, richiedono un intervento programmatico che riporti definitivamente più stabilità nel sistema scolastico, garantendo il diritto alla continuità del personale specializzato ai propri studenti attraverso:

– l’autorizzazione dell’organico che tenga conto del fabbisogno reale di ogni provincia e grado di scuola, inclusi i posti in deroga sul sostegno;

– una mobilità che tenga conto dei reali posti disponibili e vacanti, dando valenza al principio meritocratico secondo cui i trasferimenti devono precedere le assunzioni, come avviene in tutti gli altri settori della Pubblica Amministrazione nel rispetto del Testo Unico per il pubblico impiego, una procedura che garantisce la ricollocazione del personale specializzato già assunto e formato in sinergia ad una continuità di qualità che abbia in sé esperienza e competenze specifiche in ambito psicopedagogico per un reale e costruttivo progetto di vita dell’alunno con disabilità.

Coordinamento Docenti Immobilizzati

Doriana D’Elia

I comitati e gruppi spontanei aderenti al coordinamento:

Docenti Immobilizzati

Docenti Immobilizzati Siciliani ante 2014

Movimento Docenti Caserta

Associazione Insegnanti in Movimento

Docenti Immobilizzati Calabria

Docenti Immobilizzati Sicilia Ante 2015

Docenti Immobilizzati Ragusani

Ad esprimere solidarietà:

A.N.G.S.A. Sez. Trapani

A.N.G.S.A. Sez. Campania