Scuola, supplenti tenuti in vita dalla latenza del Covid-19: licenziabili senza appello in caso di nuovo lockdown
Scuola, supplenti tenuti in vita dalla latenza del Covid-19: licenziabili senza appello in caso di nuovo lockdown

I diritti calpestati nella scuola pubblica italiana – Che fine hanno fatto le conquiste a favore dei diritti dei precari della scuola? Dove sono finiti quei sindacati scolastici che da sempre si sono definiti i paladini dei diritti dei lavoratori? Queste alcune domande senza risposta sulla ‘nuova’ politica scolastica ai tempi del Covid-19.

Scuola, supplentite by Covid-19: “Pandemia? Si ma non troppo”

La scuola è un mondo a parte anche dal punto di vista contrattuale. Da un lato la politica decide di cambiare rotta per quanto riguarda la fornitura dei sussidi didattici ai supplenti (il Personale Covid cit. Azzolina), dall’altro però decide ingiustamente di licenziarli in tronco nel caso di un ritorno alla fase 1 della pandemia Covid-19.

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Un eventuale ritorno del lockdown infatti ‘favorirebbe’ il Ministero dell’Istruzione soprattutto dal punto di vista economico. Pensiamo a quel famoso Personale Covid, termine coniato in questi giorni dalla ministra Azzolina, formato da un esercito di 50 mila lavoratori precari (docenti e personale ATA) chiamati ancora una volta a reggere le sorti del ‘labile’ sistema scolastico italiano.

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Precari al quadrato – Vengono chiamati proprio loro a salire in cattedra e a stanziare tra gli ambienti scolastici per le iper pulizie anti covid, perchè sembra quasi scontato che verranno sdoppiate molte delle 330.000 classi attive del nostro Paese.

Assunti a partire dal prossimo anno scolastico con un ‘irregolare’ contratto a tempo determinato, il nuovo personale covid si ritroverà in una condizione di precarietà mai vista prima. Diciamo che esisteranno fin quando esisterà in maniera latente il Covid-19. Se questo maledetto virus dovesse tornare alla sua piena attività di contagio, fino al punto di un necessario nuovo lockdown, per i poveri precari non ci sarà scampo: loro, per la comunità scolastica, non esisteranno più. Verranno licenziati in tronco senza nessuna possibilità di appello.

Sussidi ai precari forniti dal MI? Solo se continua ad esserci in maniera latente il Covid-19

Eppure, il Ministero dell’Istruzione ha preso un preciso impegno riguardante la fornitura ai precari covid di tutto il materiale loro occorrente per l’eventuale ritorno alla didattica a distanza. Connessioni, tablet, videocamere e quant’altro per non incappare nei disagi dei mesi scorsi a proposito di questo argomento. Molti precari infatti, fino a pochi mesi fa impegnati nella DaD, hanno dovuto sostenere delle spese personali pur di essere presenti alle lezioni online.

La solita ipocrisia istituzionale. Infatti, nonostante i tanti emendamenti politici a favore del Bonus 500 euro a favore dei lavoratori precari della scuola, la stessa politica che oggi vede di buon occhio l’espulsione senza appelli degli stessi precari in caso di lockdown si è sempre rifiutata di dare loro questa opportunità. Non è forse questa incapacità di visione politica?

Tutto questo merita una lunga riflessione. Le condizioni dei lavoratori nel 2020 vengono ancor più discriminate e i diritti sempre più calpestati dalla classe politica che tutto sa fare tranne che pensare a salvaguardare i diritti dei lavoratori e il benessere dei propri cittadini.

E pensare che tutto questo è stato lucidamente pensato da una classe politica autodefinitasi, alla stessa stregua dei leghisti, populista e che si era impegnata a salvaguardare prima di tutto i diritti dei cittadini. Insomma, il solito paradosso tutto italiano oggi trova spazio nella politica che non ha ideologie, né di destra né di sinistra.

Ancor più deprecabile in tutto questo meccanismo vessatorio, l’atteggiamento dei sindacati, i quali sono sempre più impegnati a lavarsi le mani come si faceva 2020 anni fa.