Le professioni più richieste dall’attuale mondo del lavoro sono quelle in ambito digital, e in cima alla lista troviamo sicuramente il programmatore. Seguire un percorso professionale in questa direzione significa fare un’ottima scelta sotto il profilo lavorativo, perché questo tipo di specializzazione, insieme a molte altre, si moltiplicano di continuo. Con questi presupposti, appare ovvio come l’occupabilità dei programmatori aumenti costantemente di anno in anno. Senza dimenticare che anche sotto il profilo economico, una scelta di questo tipo potrebbe rivelarsi una mossa azzeccata. Ma come si diventa programmatori? Quali sono gli sbocchi lavorativi? Vediamo insieme le risposte.

Diventare programmatori: la formazione richiesta

Innanzitutto è opportuno chiarire come molto spesso ci sia una certa confusione sulla definizione di due figure professionali: programmatore e sviluppatore. In alcune situazioni le competenze di queste due figure si sovrappongono, e in determinati casi nemmeno i datori di lavoro sono a conoscenza delle loro differenze. Molto spesso, per ragioni di praticità, esse vengono accomunate sotto un’unica definizione: developer. Ad ogni modo, ciò che conta in questo mondo sono proprio le competenze sviluppate, che faranno la differenza per diventare dei professionisti affermati.

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Inutile sottolineare come l’unico modo per diventare un professionista, sia quello di seguire dei percorsi di formazione mirati, e che come fermarsi alla semplice istruzione universitaria, spesso non sia sufficiente. Per diventare programmatore infatti, serve una competenza vastissima nella scrittura di codici, al punto che questa figura dovrà essere in grado di tradurre differenti elementi progettati attraverso strisce di codici eseguibili. Tra le competenze principali richieste ad un programmatore troviamo:

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• Conoscenze approfondite di apparecchiature elettroniche e hardware.

• Conoscenze approfondite di pacchetti applicativi e software in generale.

• Conoscenza dei principali linguaggi di programmazione, come Javascript, SQL, PHP.

• Conoscenza della lingua inglese, perché la più utilizzata nei linguaggi.

Gli sbocchi lavorativi del programmatore

Abbiamo detto che per diventare programmatori, l’unica strada percorribile è quella di intraprendere un percorso formativo, come i corsi di programmazione Aulab. Scegliere una strada come questa permette di acquisire un metodo di studio, cosa non possibile affrontando la tematica in autonomia. Ma i vantaggi non terminano certamente qui, perché le migliori scuole di formazione offrono sbocchi lavorativi direttamente nelle aziende di settore.

In questo modo sarà possibile sia acquisire le competenze necessarie allo svolgimento dell’attività, che l’esperienza sul campo per diventare un professionista. Tra le figure più importanti di quello che è il mondo della programmazione troviamo:

Front-end developer. Questa figura si occupa della parte front di un sito web, quindi quella che gli utenti vedono visitando tale sito. Lo scopo del suo lavoro è quello di fornire appunto al visitatore una navigazione gradevole e intuitiva.

Back-end developer. Possiamo paragonare questa figura all’architetto del web. In parole povere, il back-end developer si occupa di quella che è la parte strutturale, andandosi a concentrare sul codice di base.

Full-stack developer. Come facilmente intuibile, questa figura è un professionista a tutto tondo, che di fatto unisce le competenze dei due ruoli precedenti. In altre parole si occupa sia della parte front che di quella back dei software e dei siti.

Game developer. Data la sempre maggior diffusione di videogames, soprattutto sulle piattaforme mobili, non è difficile immaginare come questa figura sia diventata particolarmente richiesta negli ultimi anni.

Ogni azione che svolgiamo quotidianamente, passa oramai da un pc o da uno smartphone. Soprattutto quest’ultimo trova moltissimi impieghi, grazie alle migliaia di app disponibili sugli store, molto spesso anche gratuite. La situazione inoltre, non potrà che andare sempre più in questa direzione. App di pagamenti, per l’home banking, giochi, navigazione, traduttori, e mille altre ancora. Qualsiasi cosa oramai passa da quello che non è più il futuro, ma il presente: la figura del programmatore.