Scuola, Azzolina su immissioni in ruolo chiamata veloce: 'Tanti messaggi di felicità'

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è intervenuta come ospite della trasmissione di La7, ‘In Onda’. La titolare del dicastero di Viale Trastevere ha annunciato i numeri autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per quanto riguarda le immissioni in ruolo docenti e personale Ata per l’anno scolastico 2020/2021.

Assunzioni docenti e personale Ata per l’anno scolastico 2020/2021, Azzolina annuncia: ‘84808 docenti e 11mila ATA’

“Ci tengo a darvi una bella, bella notizia, l’ho saputo un’oretta fa. Vi ricordate quando vi avevo detto ‘ho chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze circa 85000 docenti a tempo indeterminato?’ – ha dichiarato Lucia Azzolina – La risposta del ministro Gualtieri è arrivata. Ne assumiamo a tempo indeterminato 84.808, solo docenti. Io ho sempre detto che il compito di questo governo era assumerli i precari. Ci sono anche 11mila ATA, poi ci sono le assunzioni per i DSGA e per i dirigenti scolastici. Io penso che sia un grandissimo segnale di attenzione verso queste persone e un investimento che questo governo fa su delle risorse umane importantissime che mandano avanti le nostre scuole. I docenti saranno assunti per metà attraverso le Graduatorie a esaurimento e per metà attraverso le graduatorie dei vecchi concorsi.’

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Azzolina sulle assunzioni straordinarie docenti e ATA

La ministra poi ha ricordato anche le assunzioni straordinarie a tempo determinato per fronteggiare l’emergenza Covid: ‘Assumeremo altri 50 mila, tra docenti, personale Ata e altri, tutti a tempo determinato. Questo per dare più posti di lavoro ed evitare i doppi turni. Sia per chi ha sostenuto vecchi concorsi, sia nuovi.’

Ma in caso di lockdown che fine faranno queste persone? ‘Io conto di fare quello che abbiamo fatto, e mi auguro che non accada mai. Perché se ci fosse una malaugurata ipotesi di dover fare una didattica digitale, è chiaro che gli studenti hanno bisogno dei loro insegnanti. Lavoreremo con il Mef come abbiamo fatto nella fase che abbiamo vissuto. Adesso, però, siamo molto più preparati nel caso i contagi dovessero salire.’