Scuola, Azzolina su immissioni in ruolo chiamata veloce: 'Tanti messaggi di felicità'

Rientro in classe a settembre, manca ormai poco più di un mese alla riapertura delle scuole ma persistono diverse incognite a cominciare dai rischi contagio Covid: basti pensare che la scuola ‘muove’ oltre otto milioni di studenti e 800mila insegnanti, gran parte dei quali hanno un’età superiore ai 55 anni e pertanto esposti maggiormente al rischio di potersi ammalare gravemente.

Riapertura scuole, tra rischio contagio Covid e personale insufficiente

L’Istituto Superiore della Sanità ha parlato di tre possibili scenari: ne abbiamo ampiamente parlato in altra sede. L’incognita fondamentale è rappresentata dalla possibile incidenza della contagiosità bambini-adolescenti-ragazzi. L’Istituto Superiore della Sanità ha scritto sulle ‘Preparazioni per ottobre’: ‘Non è nota la reale trasmissibilità di SarsCov-2 nelle scuole, non è noto quanto i bambini siano contagiosi’. Ne deriva che il ruolo della trasmissione negli istituti scolastici resta incerto. 

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Gli insegnanti in più non basteranno, caos a settembre?

Così come estremamente incerta rimane l’efficacia organizzativa studiata dalle scuole, legata soprattutto alla carenza di personale. La ministra Lucia Azzolina ha offerto alle scuole 40mila assunzioni straordinarie (il cosiddetto ‘personale Covid‘) per un anno, oltre a 84.808 cattedre per le ‘normali’ immissioni in ruolo. Tutti sappiamo, però, come una buona parte di questi posti non verranno assegnati a motivo delle consuete problematiche che affliggono le regioni del nord, specialmente in alcune classi di concorso. I sindacati stimano che i veri ‘rinforzi’ per l’anno scolastico 2020/2021 saranno 15-20mila. 

Al di là degli annunci sensazionalistici televisivi della ministra Azzolina, sottolineano i sindacati, bisogna fare i conti con i dati ‘reali’ perché la digitalizzazione delle graduatorie d’istituto ha restituito 753.750 domande: il Ministero dell’Istruzione ha promesso le graduatorie entro l’1 settembre ma i disagi tecnici hanno sollevato più di una perplessità: il sistema si è inceppato e il rischio ricorsi è alto.

Per non parlare dei banchi monoposto: la gara si è chiusa con 14 offerte ma al ministero dell’Istruzione sono preoccupati perché si teme siano al di sotto delle necessità, tanto più che i tempi di consegna sono estremamente ridotti.