Rientro in classe, Conte vuole che si torni a scuola in sicurezza: il problema maggiore? I trasporti, e non solo
Rientro in classe, Conte vuole che si torni a scuola in sicurezza: il problema maggiore? I trasporti, e non solo

Il governo è impegnato in questi giorni su diversi fronti a proposito del rientro in classe del personale scolastico. Per fare questo però bisogna che ci siano le condizioni di sicurezza. Su questo versante il lavoro da parte dell’esecutivo e del Ministero dell’Istruzione ha dato i suoi frutti con la recente emanazione delle linee guida per scongiurare i casi di contagio al Covid-19, con particolare interesse per la sicurezza degli ambienti scolastici.

Sul rientro in classe a settembre Conte rassicura: “Abbiamo tutti a cuore che si torni a scuola in piena sicurezza

Detto ciò, adesso si tratta di mettere in atto, a poco meno di un mese dal suono della prima campanella, tutto quello che si trova scritto in quelle linee guida. Ci sarebbero – secondo gli addetti ai lavori – dei problemi pratici di natura logistica che metterebbero a rischio la fattibilità di alcuni punti inseriti nel Protocollo di sicurezza emanato recentemente. Il tema dei trasporti per esempio riveste un ruolo fondamentale e questo argomento, noto a tutta la compagine di governo, è stato oggetto di attenzione dal parte del Premier Conte durante la conferenza stampa di presentazione del DL Agosto.

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Su questo aspetto infatti esprime alcune dichiarazioni il Premier Conte. Ecco cosa precisa il Premier a tal proposito: “Stiamo lavorando per rinnovare il parco attrezzature, sul sistema del trasporto scolastico e investendo molto in termini di nuove risorse finanziarie, per raggiungere l’obiettivo che abbiamo tutti a cuore”.

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Le misure previste all’interno delle linee guida non tengono conto di alcuni fattori concreti, come appunto quello relativo al sistema trasporto presente in molti comuni o città importanti del nostro Paese.

In ogni caso, quello che lascia ben sperare le famiglie e tutto il personale scolastico è la determinazione mostrata fino ad oggi dalla politica nei confronti della didattica in presenza e della sicurezza a scuola. “C’è tutta la determinazione politica e tutto il sistema Paese è mobilitato per un ritorno non solo in sicurezza, ma perché si possano creare le premesse affinché l’offerta didattica possa essere fruita con maggiore efficacia”, aggiunge Giuseppe Conte.

Chiaramente la determinazione non basta, aggiungiamo noi. Servono investimenti, azioni concrete e soprattutto un riequilibrio degli organici scolastici a livello nazionale, organici chirurgicamente tagliati oramai da un ventennio dalla classe politica ante Covid-19.

Una congrua quantità di personale sarà sicuramente indispensabile oltre che fondamentale per garantire quelle misure previste all’interno delle linee guida; l’orientamento di quel documento sembra più guidato dal bisogno di un consenso politico e molto meno da un’approfondita analisi tecnico – scientifica sui rischi concreti che potranno presentarsi nella realtà a settembre.

Rientro in classe: Referendum ed Elezioni politiche tranquillizzano l’opinione pubblica, ma cosa resta di valido nelle linee guida sulla sicurezza a scuola presentate l’altro ieri?

La politica dovrebbe avere il compito di prevedere in anticipo le condizioni di sicurezza grazie anche all’aiuto e alla consulenza del CTS, così come è stato finora. Invece, proprio in vista del referendum e delle elezioni politiche di settembre il governo ha sentito la necessità di tranquillizzare l’opinione pubblica con la pubblicazione di un documento (politico) che fondamentalmente dice poco su come lo Stato possa porre rimedio alle condizioni di sicurezza riguardanti una pandemia che potrebbe acuirsi nelle settimane prossime e che è attualmente in corso. Per questa ragione qualche sindacato non ha firmato quel documento e chi lo ha fatto ha contemporaneamente espresso delle riserve in merito.