Carta del Docente 2020/21, piattaforma attiva: come richiedere bonus 500 euro e le novità

Bonus 500 euro e nuove disposizioni per la Carta del Docente relativa all’anno scolastico 2020/2021. Queste sono contenute nelle nuove Linee guida per la DDI (Didattica Digitale Integrata) che diventeranno operative per le scuole secondarie di secondo grado come didattica complementare a quella in presenza. Se la situazione epidemiologica dovesse (speriamo di no) evolversi negativamente, le Linee guida per la DDI si estenderanno anche agli altri gradi scolastici (ne abbiamo parlato diffusamente in altre sedi).

Bonus 500 euro per l’anno scolastico 2020/2021

Le scuole saranno tenute ad avviare una rilevazione del fabbisogno riguardante la strumentazione tecnologica e la connettività, al fine di poter assicurare a tutti gli studenti gli strumenti necessari per potersi collegare. Il Consiglio di Istituto provvederà a stabilire i criteri per il comodato d’uso.

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Per quanto concerne la strumentazione tecnologica dei docenti di ruolo, il Ministero dell’Istruzione ritiene che possa essere utilizzata la Carta del Docente, ovvero il bonus da 500 euro riservato agli insegnanti assunti con contratto a tempo indeterminato per la loro formazione ed aggiornamento professionale. Naturalmente, il Ministero dell’Istruzione dovrà fornire la comunicazione ufficiale e le eventuali variazioni riguardanti i beni e servizi acquistabili.

Carta del Docente 2020/2021: nessuna novità per i precari

Dunque, quanto indicato nelle Linee guida per la Didattica Digitale Integrata lascia presupporre che il bonus da 500 euro possa essere riconfermato anche per il prossimo anno scolastico. Ricordiamo, a questo proposito, quanto esposto nelle scorse settimane ovvero la necessità di spendere le somme residue relative all’anno scolastico 2018/2019 entro il prossimo 31 agosto pena la decurtazione della cifra spettante. 
Nessuna novità positiva, invece, per i docenti che verranno assunti con contratto a tempo determinato, i quali continueranno a non beneficiare del bonus: gli emendamenti (per un bonus da 300 euro) presentati in Parlamento in occasione dell’approvazione del Decreto Scuola e del Decreto Rilancio, infatti, non hanno passato l’esame della Ragioneria dello Stato.