Scuola, i numeri di un disastro annunciato: 'Colpito diritto allo studio'
Scuola, i numeri di un disastro annunciato: 'Colpito diritto allo studio'

Casi di soggetti positivi al coronavirus in aumento lento ma costante in Italia. Oggi, 15 agosto, si contano 629 nuovi contagi e quattro decessi. Torna la paura. Intervistato al Corriere della sera, il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, ha dichiarato: “Siamo in una fase di lenta crescita dei casi“. Secondo l’esperto può bastare poco per cadere di nuovo nell’emergenza. Ciò che si teme è un peggioramento della situazione con la riapertura delle scuole.

Coronavirus: la paura di Guerra

Ranieri Guerra ha spiegato che si rischia di “arrivare a ridosso della riapertura delle scuole con un numero di casi che la renderebbero pericolosissima“. Si teme che con il ritorno in aula la curva aumenterebbe di conseguenza. Sarebbe quindi opportuna una frenata, altrimenti “andiamo a sbattere” spiega Guerra.

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Italia ancora in coda

Ranieri Guerra ha precisato che, per incidenza di nuovi casi, il nostro Paese sia ancora in coda rispetto ad altri stati europei in cui la situazione è molto più critica. Prendiamo il caso, ad esempio, di Spagna e Francia. Tuttavia, nell’ultimo periodo l’Italia mostra una serie di piccoli focolai da non prendere sotto gamba.

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Il Cts sulla distanza di sicurezza

Secondo il Comitato Tecnico Scientifico una futura riapertura delle scuole potrebbe essere molto pericolosa. Il Cts, come si sa, affianca il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella gestione del dossier Coronavirus, smentendo in qualche modo (come si legge da Libero) il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

La stessa Lucia Azzolina aveva detto che, in mancanza di una distanza di sicurezza, sarebbe stato sufficiente indossare la mascherina. A smentirla le stesse affermazioni del Cts: “Il distanziamento fisico rimane uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico”. Nel verbale preparato dal comitato si legge, inoltre: “Nel caso in cui dovesse risultare impossibile garantirlo, lo strumento di prevenzione cardine rimane la mascherina”.