Riparte la scuola, ipotesi autocertificazione per rientro in classe
Autocertificazione Covid-19 per la scuola: la nuova Faq del Ministero

Ultime notizie Personale Covid – Arrivano alcuni chiarimenti sullo smart working, ovvero il lavoro agile da parte del Personale ATA assunto attraverso il decreto Agosto, n. 104 del 14 agosto 2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in pari data. All’interno del dispositivo normativo si rammenta che per il personale ATA coinvolto non sarà possibile porre in essere le modalità di lavoro agile previste invece nel decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, all’articolo 263.

Peronale ATA assunto attraverso il DL Agosto non potrà usufruire dello smart working

Ricordiamo peraltro che per il Decreto di cui in oggetto sono stati stanziati dal governo 1,3 miliardi di euro. Il personale assunto a tempo determinato sarà utilizzato per fare fronte alle esigenze emergenziali delle scuole a causa del Covid-19. In particolare, le somme di cui sopra saranno utilizzate per la riapertura delle scuole in sicurezza a partire dal 14 settembre.

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L’articolo 32, comma 4 recita: “Misure per l’edilizia scolastica, per i patti di comunità e per l’adeguamento dell’attività didattica per l’anno scolastico 2020-2021” ha stabilito che: “Al fine di consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 e per le finalità di cui all’articolo 231 -bis del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e del presente articolo, per l’anno scolastico 2020/2021 al personale scolastico e al personale coinvolto nei servizi erogati dalle istituzioni scolastiche in convenzione o tramite accordi, non si applicano le modalità di lavoro agile di cui all’articolo 263 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34“.

Risoluzione dei contratti in caso di nuovo lockdown

Un recente decreto del Ministero dell’Istruzione ha anche chiarito che in caso di nuovo lockdown avverrà la risoluzione in tronco dei contratti di questo personale, senza peraltro la possibilità di poter ricorrere in giudizio. Adesso, dopo questa ingiustizia arriva anche l’ennesima beffa per questi lavoratori, trattati come tappa buchi senza alcun diritto.