Scuola, indicazioni per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 (bozza documento CTS)

Riapertura delle scuole, il Comitato Tecnico Scientifico sta mettendo a punto il documento con le ‘Indicazioni per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia’. Il CTS si riunirà domani, mercoledì 19 agosto 2020. Il quotidiano ‘Repubblica’ di oggi, 18 agosto, ha fornito alcune anticipazioni in merito al contenuto del documento atteso da presidi, docenti, Asl e famiglie. Si tratta di un documento che intende ‘fornire un supporto operativo per la preparazione, il monitoraggio e la risposta a potenziali focolai da Covid-19 collegati all’ambito scolastico adottando modalità razionali, condivise e coerenti sul territorio nazionale ed evitando frammentazione e disomogeneità’. 

Indicazioni per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2, bozza documento CTS

In caso di positività di un alunno, scatterà la quarantena per chi è entrato a stretto contatto con lui nelle 48 ore precedenti l’inizio dei sintomi: dunque, i compagni di classe presenti in aula e i docenti che hanno fatto lezione. In ogni caso, ‘un singolo caso in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata’. ‘Repubblica’ sottolinea l’uso del verbo condizionale.Le scuole saranno tenute a identificare ‘referenti per il Covid-19, adeguatamente formati sulle procedure da seguire’. Tali figure dovranno avere una formazione specifica. Le scuole, inoltre, dovranno dotarsi di un registro speciale all’interno del quale verrà monitorato il lavoro dei supplenti e gli spostamenti degli alunni in altre classi per svolgere determinate attività. I genitori, invece, saranno tenuti a comunicare immediatamente le assenze per motivi sanitari in modo tale da poter avviare eventuali indagini epidemiologiche.

Come comportarsi in caso di alunno con sintomi?

Qualora un alunno presenti sintomi compatibili con il Covid e si dovesse sentire male durante le lezioni, si dovrà avvertire il referente scolastico che provvederà ad avvisare subito i genitori. L’alunno dovrà essere portato nella stanza di isolamento che dovrà essere predisposta in ogni scuola. L’alunno dovrà indossare la mascherina (oltre i sei anni): dovrà essere assistito da un adulto (con mascherina e rispettando il distanziamento). I genitori dovranno avvisare il medico di famiglia o il pediatra: questi ultimi avvertiranno la Asl di competenza, chiedendo il tampone. 
Se il test dovesse risultare positivo ‘si notifica il caso e si avvia la ricerca dei contatti e le azioni per la sanificazione straordinaria della struttura scolastica’. Il referente dovrà comunicare al dipartimento di prevenzione ‘l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi’. I contatti ‘saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato’. Scatterà la didattica a distanza per la classe o per la parte di essa soggetta a quarantena: la DAD sarà attivata anche se la quarantena riguarda una o più docenti. 

Se il contagiato è un docente

In questo caso, l’insegnante dovrà indossare la mascherina, uscire dalla struttura scolastica e avvisare il medico. Qualora si riscontrasse la positività, la procedura sarà analoga a quella adottata per gli studenti: si avvierà, pertanto, l’indagine epidemiologica. 

Chiusura della scuola, quando?

Nella bozza del documento, le cui anticipazioni sono state riportate da ‘Repubblica’ di oggi, 18 agosto, si legge: ‘Se un alunno o un operatore risultano positivi, il dipartimento di prevenzione valuterà di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti’. La chiusura della scuola o di una parte di essa ‘dovrà essere valutata dal dipartimento in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus nella comunità’.