Diplomati Magistrali e ruolo con riserva, rinvio anno di prova come éscamotage

La Legge 159/2019 nello stabilire il depennamento dei Diplomati Magistrali da ogni graduatoria ad eccezione delle GM da concorso ordinario, qualora fossero assunti con riserva da Gae e superassero l’anno di prova, sta destando molta preoccupazione agli stessi docenti, soprattutto anche a seguito della nota chiarificatrice del Miur che conferma quanto scritto nel testo normativo della legge sopra citata.

Molti di coloro i quali che si sono ritrovati in posizione utile per ricoprire il ruolo da Gae con riserva, sono stati combattuti tra accettare o rinunciare alla propria immissione in ruolo. Quella che si sta delineando appare essere una chiara antipatia nei confronti di questa categoria di insegnanti. Senza contare che, tra gli stessi Dm, si verrebbe a creare una disparità di trattamento se consideriamo i molti diplomati magistrali che, almeno negli ultimi 3-4 anni, sono stati tranquillamente assunti a tempo indeterminato da Gae con riserva, superando l’anno di prova e poi, da ultimo, assunti a pieno titolo da Gm; la stessa cosa è occorsa anche dal concorso straordinario del 2018, senza vedersi depennare da alcuna graduatoria.

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Qual è lo scopo dunque di una tale normativa? Ma soprattutto, davvero non esiste un éscamotage per questa situazione?

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Diplomati Magistrali e ruolo con riserva: rinviare o ripetere l’anno di prova

Sta emergendo in questi giorni una possibilità che potrebbe essere adottata come via di fuga. Il condizionale resta comunque d’obbligo. Si tratterebbe della possibilità (da sempre prevista) del rinvio dell’anno di prova.

Ma qual è la differenza tra rinviare e ripetere l’anno di prova?

Affinché l’anno di prova venga superato sono necessari 180 giorni di effettivo servizio, di cui 120 giorni dedicati alle attività didattiche. Oltre alla formazione sulla piattaforma Indire.

Se il docente, pur avendo adempiuto a questi obblighi, in sede di colloquio avesse conseguito un esito negativo, l’anno di prova dovrà essere ripetuto, ma solo per il successivo anno scolastico, dopodiché non sarà più rinnovabile se arrivasse un nuovo esito negativo.

Invece se non venissero prestati 180 giorni di servizio o non si svolgesse la formazione prevista (a seguito ad esempio di richieste di congedi o aspettative), l’anno di prova verrebbe rinviato; tale possibilità può verificarsi più volte negli anni scolastici successivi, senza alcuna limitazione.

Ed è proprio questa seconda casistica che potrebbe ‘salvare’ i Diplomati Magistrali, sfuggendo all’ipotetica possibilità di essere depennati se la sentenza di merito non arrivasse durante lo svolgimento dell’anno di prova.

Pratica fraudolenta?

Nel leggere sui social queste intenzioni, altri insegnanti hanno definito questa pratica fraudolenta. Ma davvero può essere definita tale?

A tutti gli effetti, il rinvio dell’anno di prova è di fatto contemplato dal punto di vista legale. Se dunque un insegnante non portasse a compimento l’anno di prova per assenze giustificate, il Dirigente Scolastico non potrebbe che prenderne atto e predisporre la proroga dello stesso all’anno scolastico successivo.