Scuole chiuse, Zampa: 'Non ci saranno riaperture prima di Natale'
Scuole chiuse, Zampa: 'Non ci saranno riaperture prima di Natale'

La polemica innescata dalle dichiarazioni rilasciate dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sul quotidiano ‘Repubblica’ contro i sindacati ha coinvolto il mondo politico. L’operato dei sindacati è stato oggetto di critica anche da parte di altri esponenti legati al mondo della scuola.

In un comunicato unitario, le organizzazioni sindacali sottolineano come far ripartire la scuola rappresenti l’obiettivo per il quale si sta lavorando da mesi, quale assoluta priorità. 

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Sindacati: ‘Si vuole sviare l’attenzione dalle vere urgenze’

Pertanto, Flc-Cgil, Cisl Fsur, Uil scuola Rua, Snals Confsal e Gilda faticano a trovare degli argomenti che possano giustificare i pesanti attacchi subiti: i sindacati sono stati accusati di essere un ‘freno ad un altrettanto generico e indecifrabile “cambiamento”.

‘Difficile non cogliervi il tentativo di sviare l’attenzione dalle vere urgenze su cui oggi sarebbe necessario e doveroso concentrare l’attenzione – si legge nella nota sindacale – risolvendo le troppe incognite che tuttora permangono a pochi giorni dal rientro a scuola. Sviare l’attenzione dalle urgenze e dalle connesse responsabilità, che investono prima di tutto e soprattutto chi è investito di funzioni di governo’.

Riapertura scuole: ‘I numeri dimostreranno la verità’


I sindacati hanno voluto, ancora una volta, ribadire il loro ruolo di ‘rappresentanza sociale’, il cui valore è riconosciuto dalla Costituzione. ‘Preoccupante che qualcuno consideri tutto questo come un fastidioso impiccio, paventando – come accade nei peggiori contesti totalitari – indimostrabili e inesistenti “sabotaggi”’.


Saranno i numeri a dire la verità su quella che sarà la reale situazione alla ripresa delle attività scolastiche, ovvero quanti banchi monoposto arriveranno in tempo nelle scuole e quante aule potranno essere predisposte con le adeguate distanze di sicurezza, oltre a quanti insegnanti potranno essere stabilmente al lavoro dal 1° settembre. 
Questioni note da tempo e per le quali abbiamo ripetutamente sollecitato interventi adeguati, che non possono certamente essere sostituiti da inaccettabili attacchi.