GPS 2020, errori punteggi in graduatoria: chiarimenti su reclami e segnalazioni
GPS 2020, errori punteggi in graduatoria: chiarimenti su reclami e segnalazioni

Graduatorie provinciali per le supplenze 2020/2022, gli Uffici Scolastici Provinciali stanno effettuando le operazioni di valutazione delle domande inviate per l’inserimento nelle nuove GPS e nelle relative graduatorie di istituto.

GPS 2020/2022: esclusione dalle graduatorie

Per quanto riguarda l’esclusione dalle graduatorie, l’Ordinanza Ministeriale N. 60/2020 ha stabilito che ‘fatte salve le responsabilità di carattere penale, è escluso dalle graduatorie, per tutto il periodo della loro vigenza, l’aspirante di cui siano state accertate, nella compilazione del modulo di domanda, dichiarazioni non corrispondenti a verità’ (articolo 7, comma 9).

Occorre sottolineare che, secondo quanto indicato nel DPR 445/2000 (articoli 75 e 76), chiunque rilasci dichiarazioni mendaci, ovvero dichiarazioni che non corrispondono al vero, rimane escluso dalle graduatorie per tutto il periodo della loro vigenza. Per di più, il comma 1 dell’articolo 76 stabilisce che ‘chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.’

La dichiarazione mendace è quella che non corrisponde alla verità: per esempio, viene considerata dichiarazione mendace quella in cui il soggetto dichiara falsamente di possedere un titolo che in realtà non ha mai conseguito oppure dichiara di aver svolto un servizio in realtà mai eseguito. 
Invece, dichiarare titoli effettivamente posseduti che si rivelino a giudizio delle Commissioni non valutabili non costituisce dichiarazione mendace: è il caso di un titolo la cui valutabilità è dubbia. 

Domanda GPS, integrazione o rettifica

Che dire se un aspirante, invece, dichiara dei titoli dopo la chiusura della presentazione delle domande, trasmettendo tale integrazione, per esempio, in formato cartaceo o per posta elettronica? L’art. 7 comma 7 della suddetta Ordinanza Ministeriale prevede che: ‘Non è valutata la domanda presentata fuori termine e in modalità difforme da quella indicata all’articolo 3, comma 2, e al presente articolo, nonché la domanda dell’aspirante privo di uno dei requisiti generali di ammissione di cui all’articolo 6′.
Pertanto, gli USR e le scuole polo delegate non potranno tenere conto delle eventuali integrazioni, rettifiche o inserimenti pervenuti in altra forma dopo la chiusura della presentazione delle domande.

Errore materiale nella compilazione della domanda

Il discorso, invece, potrebbe essere diverso qualora l’aspirante supplente si sia reso conto di aver commesso un errore materiale come, per esempio, l’errata indicazione della data di conseguimento di un certo titolo o la mancata indicazione della denominazione di un titolo di accesso. 

Fermo restando che il non aver indicato completamente un titolo rappresenta una mancanza che non può essere ‘sanata’ successivamente, il fatto che il candidato abbia commesso un errore materiale dovrebbe essere preso in considerazione in sede di valutazione della domanda.
La sentenza N. 144 del 9 febbraio 2017 del TAR del Veneto ha sancito l’obbligo da parte della pubblica amministrazione di concedere il cosiddetto “soccorso istruttorio” volto alla rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete.