Coronavirus, le linee guida non bastano: le preoccupazioni del personale scolastico over 55
Coronavirus, le linee guida non bastano: le preoccupazioni del personale scolastico over 55

Tutto il personale scolastico è sotto stress per il rientro a scuola dopo il lungo lockdown causato dalla pandemia da Coronavirus, tutt’ora in corso. In questi giorni, da quello che si apprende sulle pagine dei giornali, sono arrivate alcune diffide ai Dirigenti Scolastici da parte dei genitori. Gli stessi chiedono un rientro in classe dei loro figli in totale sicurezza.

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Qualcuno di loro addirittura lamenta le difficoltà da parte dei loro figli dell’utilizzo delle mascherine per l’intera mattinata e ne vuole bandire l’uso. Ma quello che fa riflettere è la preoccupazione tra i docenti più anziani i quali si sentono a rischio, visto che non sono più tutelati dalla loro condizione di soggetti a rischio e rientranti nella tipologia di personale ‘fragile’.

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Intanto la curva dei contagi sale ogni giorno che passa e i dati pubblicati dalla Protezione Civile non lasciano trapelare nulla di positivo all’orizzonte. Nonostante il CTS abbia diffuso le nuove linee guida per il rientro in classe in sicurezza, le problematiche permangono e si ampliano a macchia d’olio ogni giorno che passa.

Lo stato di insofferenza maggiore però proviene dal corpo insegnanti per via della perdita al rientro a scuola delle loro tutele in qualità di lavoratori fragili.

Lavoratori fragili senza più tutela

Dal prossimo 14 settembre infatti questi soggetti, gli over 55, non saranno più tutelati dallo smart working e saranno obbligati a varcare la soglia degli Istituti Scolastici per lavorare in presenza. Ovviamente, il lavoro agile permarrà solo per chi possiede gravi patologie (malattie cardiovascolari, immunitarie od oncologiche) appositamente certificate. Questa situazione potrebbe comportare il rischio concreto che molti lavoratori ultra 55enni presentino un certificato medico di esonero dalla presenza sul posto di lavoro considerato a rischio.

Questo delicato argomento sarà discusso il prossimo 26 agosto durante il Tavolo tra ministero e sindacati. In quella occasione – precisano i sindacati – si cercherà di trovare una soluzione di buon senso. Il confronto servirà anche a trattare ulteriori problematiche.

Tra queste abbiamo il problema degli spazi per la didattica in presenza. La maggior parte degli Enti locali non hanno ancora provveduto a rintracciare i locali necessari e idonei per la didattica in presenza e, a poco più venti giorni dall’inizio delle attività didattiche, ancora non sono arrivati i famosi banchi monoposto.