Avvio anno scolastico, i Presidi: ecco le criticità emerse nell'incontro con il MI
Avvio anno scolastico, i Presidi: ecco le criticità emerse nell'incontro con il MI

Avvio anno scolastico in salita, 27 agosto 2020 – Ieri pomeriggio l’Associazione Nazionale Presidi ha preso parte ad una riunione (online) con il Ministero dell’Istruzione per discutere e superare le criticità ancora irrisolte sul versante della sicurezza scolastica in vista della riapertura a settembre. Ancora permangono tanti problemi, ecco quali.

Avvio anno scolastico, secondo l’ANP sono tante le perplessità e i nodi da risolvere per una riapertura sicura delle scuole

Proprio in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, elencheremo tutti i nodi da risolvere indicati attraverso un comunicato stampa dall’associazione dei Presidi italiani. Le criticità elencate sono considerate dall’ANP motivo ostativo per una vera ripartenza in sicurezza della scuola a poco meno di quattro giorni dal suono della campanella.

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Ecco di seguito l’elenco dei nodi da risolvere secondo l’ANPA, tra questi:

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  1. I lavoratori fragili. Al momento, vi è una lacuna normativa che riguarda i lavoratori fragili che non possono prestare l’attività lavorativa neppure in modalità agile. L’eventuale assenza come deve essere gestita? Abbiamo dunque sollecitato un intervento prescrittivo in merito;
  2. Lo smart working del personale ATA. Come si coniuga l’art. 32, comma 4, del decreto-legge “Agosto” con la possibilità che, tra il personale delle segreterie, vi siano lavoratori fragili che potrebbero svolgere la prestazione in modalità agile?
  3. I docenti in quarantena per caso Covid a scuola e la didattica a distanza. Il docente in quarantena potrebbe continuare a svolgere la sua attività da remoto? Se così non fosse, dovrebbe essere sostituito con un collega che lavori in parte in presenza e in parte a distanza (per la classe o le classi assegnate al docente e poste in quarantena)? E se fosse posta in quarantena un’intera scuola cosa accadrebbe?
  4. I tempi e l’entità dell’organico aggiuntivo. Sappiamo che le Direzioni Regionali lo stanno comunicando, ma si chiede certezza e celerità nelle nomine e soprattutto si sottolinea che, in alcuni casi, i colleghi hanno già indicato come insufficienti le risorse aggiuntive. In condizioni di assenza o di ridotte disponibilità e dotazione di spazi e organico aggiuntivo, sarà possibile erogare il servizio mediante la didattica a distanza anche al primo ciclo?
  5. Le supplenze e la presa di servizio in attesa dell’esito del test sierologico. Cosa succede se il docente nominato a t.d. decide di sottoporsi al test sierologico? Deve essere spostata la presa di servizio in pregiudizio del docente stesso, che potrebbe così essere disincentivato dal sottoporvisi?
  6. Gli studenti fragili. Ad oggi non è ancora intervenuta l’ordinanza relativa, prevista dall’art. 2, comma 1, lett. d-bis del D.L. n. 22/2020, convertito in Legge n. 41/2020;
  7. L’utilizzo della mascherina da parte degli alunni. Le indicazioni del CTS ne impongono l’utilizzo dai 6 anni e lo escludono nel segmento 0-6: cosa fare nel caso di bambini che frequentano la scuola dellinfanzia e hanno già compiuto 6 anni e, per converso, cosa fare nel caso di alunni che frequentano la scuola primaria e ancora non hanno compiuto 6 anni?
  8. Il certificato medico per la riammissione a scuola degli studenti dopo sospetto o conferma contagio e, in generale, dopo una malattia. Il Decreto MIUR n. 80/2020, “Adozione del Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’Infanzia per l’anno scolastico 2020/21” dice che “dopo assenza per malattia superiore a 3 giorni la riammissione a Scuola sarà consentita previa presentazione della idonea certificazione del Pediatra di libera scelta/medico di medicina generale attestante l’assenza di malattie infettive o diffusive e l’idoneità al reinserimento nella comunità scolastica”. Nulla è previsto per gli altri ordini di scuola. Come dovranno comportarsi le istituzioni scolastiche?
  9. Il pasto domestico. Risulta compatibile con l’esigenza di garantire la salute e la sicurezza dei bambini e dei lavoratori della scuola? Devono essere adottate apposite prescrizioni, nel momento in cui lo si consenta?