Comunicato stampa: 'Assegnazioni provvisorie entro il 31 agosto a macchia di leopardo'

Riceviamo e pubblichiamo comunicato inviatoci da Nastrini Liberi Uniti, Comitato Nonsisvuotailsud, Comitato 8000EsiliatiFaseB Gae, EsiliatiAttivi.

Comunicato stampa: ‘Assegnazioni provvisorie entro il 31 agosto a macchia di leopardo’

Siamo al 31 agosto ed ancora in molte province delle regioni del Sud non sono usciti i dispositivi di assegnazione provvisoria. Su tutte le regioni la Sicilia indietro con tutte le province. Tante le docenti ed i docenti che domani dovranno prendere servizio al nord in attesa dell’esito. Questo scenario lo avevamo previsto già ed avevamo per questo chiesto che il MI trovasse una soluzione suggerendo anche l’estensione della presa di servizio on line (soluzione perseguita da alcune scuole). 

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Apprendiamo inoltre dallo SNALS Campania che l’AT di Napoli nel pubblicare le assegnazioni provvisorie per l’ anno scolastico 2020/20121 del personale docente ha omesso di assegnare i posti sul sostegno senza titolo con notevoli danni per tutti quei docenti che pur avendo i requisiti per poter ottenere l’assegnazione provvisoria non l’hanno ancora ottenuta. Questo sta accadendo perché l’USR Campania ha deciso inopinatamente di procedere prima con le Graduatorie provinciali dei precari con titolo a discapito dei docenti di ruolo con tanti anni di servizio. Se la notizia venisse confermata dai fatti sarebbe gravissimo. I posti sarebbero dovuti essere accantonati per le nomine a tempo determinato dalle gps ed entro il 31 agosto disposte le assegnazioni provvisorie. 

Ribadiamo, da maggio, come comitati ci siamo mossi per scongiurare questo scenario e l’unico sindacato che ci ha appoggiato, USB scuola, ha scritto una nota a Ministero ed a tutti gli USR. 

Il Ministero attraverso una nota dell’8 luglio 2020 a firma del Capo dipartimento Bruschi non ha accolto le richieste, affermando e assicurando che le operazioni di assegnazione provvisoria si sarebbero concluse entro il 31 agosto 2020. Così non è stato ed ora è palese. Tutto ciò comporterà soprattutto per gli insegnati delle regioni del Sud, l’ennesima lesione del diritto al ricongiungimento familiare, costretti a spostarsi per pochi giorni per prendere servizio il domani, mettendo anche a rischio la salute pubblica, considerato il periodo di pandemia che la nazione sta vivendo e la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre.