Supplenze personale ATA 2020/21: accettazione e diritto al completamento

La presa di servizio è l’atto mediante il quale si procede all’identificazione del dipendente (docente o ATA) e si avviano le pratiche amministrative per l’inserimento nell’organico della scuola.
Cosa accade, però, in caso di mancata presa di servizio? 

Mancata presa di servizio docenti e personale ATA

L’articolo 9 del DPR n. 3/1957 indica che ‘la nomina dell’impiegato che per giustificato motivo assume servizio con ritardo sul termine prefissogli decorre, agli effetti economici, dal giorno in cui prende servizio. Colui che ha conseguito la nomina, se non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina’.

Loading...

In buona sostanza, qualora il dipendente intenda differire la presa di servizio dietro giustificato motivo (malattia, infortunio ed altre casistiche contemplate dalla normativa vigente), il tempo che intercorre tra il giorno stabilito anteriormente per la presa di servizio e quello di effettiva presa di servizio non potrà essere considerato valido ai fini economici: tuttavia, sarà ugualmente considerato dal punto di vista giuridico. 

Procedura per il Dirigente Scolastico

Sarà il Dirigente Scolastico a dover valutare se il motivo per il differimento della presa di servizio è da ritenersi giustificato o meno. Nel caso in cui il dipendente non assuma servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina.
Qualora un Dirigente Scolastico dovesse trovarsi di fronte ad un caso di mancata presa di servizio, dovrà inviare diffida formale all’impiegato, tramite PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno, entro breve termine precisando che, in caso mancato adempimento alla diffida, si procederà con la risoluzione del rapporto di lavoro.
La Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito che “spetta al lavoratore mettersi a disposizione sul luogo di lavoro fin dal primo giorno in cui egli risulti ivi destinato e che non sia il datore di lavoro a dover previamente comunicare all’insegnante i giorni di insegnamento stabiliti dall’orario scolastico”.