GPS, valutazione titoli e servizi: dal 21 settembre esiti da registrare al sistema informativo
GPS, valutazione titoli e servizi: dal 21 settembre esiti da registrare al sistema informativo

In data 1 settembre era prevista in tutte le province d’Italia la pubblicazione delle tante sospirate nuove GPS. Il mondo degli insegnanti precari per tutta la giornata ha vissuto ore di ansia nell’attesa di vedersi inseriti nelle suddette graduatorie.

Nonostante però gli elogi già nei mesi scorsi da parte della Ministra Azzolina circa l’istituzione di questo nuovo sistema di reclutamento a tempo determinato, i risultati sembrano tutt’altro che positivi. Alle 21:30 dell’1 settembre ancora solo pochi ATP hanno pubblicato i nuovi elenchi.

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Gps non ancora pubblicate ovunque

La prima pecca viene dalla mancata pubblicazione in ogni provincia delle GPS, rispettando il termine prestabilito. Voce questa che già nelle ore scorse era cominciata a girare, parlando di ritardi nei conteggi da parte di alcuni Usp. La speranza degli aspiranti è dunque quella che entro la giornata del 2 settembre le pubblicazioni vengano completate ovunque.

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Le prime province ad aver detenuto il record di tempestività sembrano essere state al Sud, tra queste Palermo, Cagliari, Cosenza e Campobasso.

Alcuni Usp hanno provveduto a pubblicare inoltre anche l’elenco degli esclusi dalle Gps.

Punteggi errati?

A destare stupore sono stati anche i punteggi di alcuni insegnanti riscontrati nelle nuove Graduatorie provinciali pubblicate, che vantano ben più di 900 punti, se non addirittura più di 3000 punti!

Se da un lato – così come riportato sui vari social – alcuni insegnanti cercano di ironizzare sulla vicenda, altri ovviamente sono preoccupati nel constatare un sistema di conteggio digitale considerato infallibile, ma che tale evidentemente non pare essere. Con tutte le conseguenze del caso. Ricordiamo infatti che la pubblicazione delle GPS sarà definitiva e non provvisoria come avveniva per le Graduatorie d’Istituto fino a tre anni fa.

Sarà solo possibile chiedere la rettifica e avviare ricorso al Presidente della Repubblica o al Tar, con tempistiche non propriamente celeri.