Supplenze 2020/21, caccia al docente: 'Zappa sui piedi' Ministero sulle MAD
Supplenze 2020/21, caccia al docente: 'Zappa sui piedi' Ministero sulle MAD

Riapertura delle scuole all’insegna della più grande confusione: tra infinite regole per il rientro in classe in presenza e in sicurezza, errori denunciati nella pubblicazione delle nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze, lavoratori ‘fragili’, pericolo contagio Covid e miseri stipendi, il personale scolastico sta vivendo un periodo di grande fermento.

Scuola, docenti precari in rivolta: ‘Non possiamo farci prendere ancora in giro’

Gli insegnanti precari, provenienti da tutta Italia, stanno manifestando quest’oggi, 2 settembre, davanti a Montecitorio (e poi in Viale Trastevere, davanti al Ministero dell’Istruzione) per il rispetto dei loro diritti, in primis quello della stabilizzazione.
‘Non possiamo farci prendere in giro ancora – l’urlo dei docenti precari – si sono succeduti tanti governi di tutti i colori e vediamo da oltre 20 anni calpestati i nostri diritti. Chiediamo un tavolo di confronto con il governo o con il ministero, non possiamo continuare così, la scuola non può continuare cosi’.

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Sotto accusa gli ‘inutili concorsi’

Ancora una volta sotto processo gli inutili concorsi. Come contraltare, viene rivendicata la fondamentale importanza dell’esperienza accumulata negli anni di servizio: ‘È l’esperienza, è il nostro lavoro che dovrebbe essere valutato e non le mere nozioni’.

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Si protesta contro la mancata stabilizzazione

L’obiettivo principale della protesta è la mancata stabilizzazione: ‘Da anni i docenti precari tengono aperte le scuole‘, queste le parole di Lara Severi del Direttivo docenti precari Toscana raccolte da Adnkronos. ‘Molti di noi sono precari da sei anni o più e questo perché lo Stato non ci ha dato la possibilità di abilitarci e di conseguenza di stabilizzarci. Sono in piedi diversi tipi di concorsi, tra cui il concorso straordinario per il ruolo, che tuttavia non ha niente di straordinario in quanto i programmi sono gli stessi dell’ordinario e soprattutto è un concorso che non tiene conto delle esperienze maturate nel corso degli anni da noi docenti precari’.