Riforma pensioni 2021
Riforma pensioni: tutte le novità

Dopo le numerose ipotesi già avanzate, continua il dibattito tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni, da attuare al termine di dicembre 2020. Al centro della discussione: Quota 100, Quota 41, maggiore flessibilità e ricalcolo contributivo.

Riforma pensioni: Quota 100 e Quota 41

Quota 100, la misura anticipata di pensionamento, pare confermata fino alla fine del 2021. Lo ribadisce Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, il quale ha, inoltre, sottolineato come Quota 100 “in questo contesto di crisi profonda può considerarsi un ammortizzatore sociale”.

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Per quanto riguarda, invece, Quota 41, al momento sembra esserci il via libera dei sindacati. Per questi, infatti, la priorità deve essere riformare il sistema previdenziale, garantendo maggiore flessibilità utilizzando i risparmi di Quota 100.

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Con Quota 41, si consentirebbe a tutti i lavoratori con più di 41 anni di contributi di andare in pensione a prescindere dall’età. Si tratta di una misura rivolta soprattutto ai lavoratori precoci che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni.

Di contro, Quota 41 danneggerebbe i lavoratori che nell’arco della propria vita hanno svolto lavori discontinui.

Ad ogni modo, l’8 e il 16 settembre si terranno altri due incontri tra Cgil, Cisl e Uil e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo per discutere ulteriormente sulla riforma pensioni.

Durante i meeting sarà fondamentale definire il pacchetto di misure da aggiungere nella legge di bilancio 2021, in particolare:

  • la proroga Ape sociale;
  • la proroga di Opzione donna;
  • la definizione di un nuovo strumento che accompagni con un’indennità i lavoratori a cui mancano tre o quattro anni per andare in pensione.

Inoltre, oggetto degli incontri, saranno ancora una volta i lavori gravosi, i giovani e i lavoratori discontinui.

Con la riforma pensioni si assicura maggiore flessibilità in uscita

Con la riforma pensioni del 2021 si vuole raggiungere l’obiettivo di sostituire Quota 100, in prova per il triennio 2019-2021, con una nuova forma di pensione anticipata.

In questo modo, si dovrebbe arrivare a garantire più flessibilità a coloro che hanno necessità di entrare in pensione prima del raggiungimento del termine prefissato.

Oltre che ad andare incontro alle donne, si cercherà di introdurre la possibilità di andare in pensione a 62 anni anche per agevolare coloro che hanno perso o perderanno il lavoro a causa della pandemia.

A tal proposito, il segretario confederale Uil Domenico Proietti ha spiegato che, così facendo, si andrà tra l’altro ad allineare l’Italia al sistema pensionistico europeo.

Le altre proposte

I sindacati stanno, inoltre, lavorando per proporre un nuovo ricalcolo contributivo per preservare la quota maturata negli anni di lavoro ed evitare eccessive penalizzazioni.

In più, tra le proposte in vaglio ci sono anche il taglio delle tasse per dipendenti, pensionati e imprese e la possibilità di estendere la quattordicesima alle pensioni fino a 1.500 Euro mensili.

Tra le incognite dello scenario pensionistico del prossimo anno c’è, poi, l’ipotesi di una riduzione degli assegni per coloro che andranno in pensione nel corso del 2021.

Secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale del ministero del Lavoro datato 1° giugno, gli assegni pensionistici subiranno, infatti, un taglio compreso tra lo 0,3% e lo 0,7%.

Per far fronte a questo problema, la Uil ha subito chiesto al Governo di intervenire per il calcolo della rivalutazione del montale contributivo e per l’individuazione dell’indice di rivalutazione delle pensioni erogate.