Candidati a Medicina
Prova suppletiva per i candidati a Medicina positivi al virus.

Resta ancora aperto il problema dei candidati a Medicina che non hanno potuto sostenere il test nella giornata di mercoledì 3 settembre, poiché in quarantena o in sorveglianza domiciliare. Per loro rimane l’ipotesi di una possibile sessione suppletiva.

Sì o no alla sessione suppletiva per i candidati a Medicina in quarantena?

Quest’anno molti candidati a Medicina non hanno potuto partecipare al test d’ingresso del 3 settembre, in quanto costretti in isolamento, perché affetti da Coronavirus o entrati in contatto con casi positivi.

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Per far fronte a questo problema, nei giorni scorsi, il ministero ha preso in considerazione l’ipotesi di una sessione suppletiva. Al momento, però, non si è ancora giunti ad una decisione ufficiale.

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Si tratterebbe di un provvedimento straordinario per una nuova categoria di candidati a Medicina di quest’anno: i positivi Covid-19.

Tuttavia, nonostante l’eccezionalità dell’evento, così facendo verrebbero sollevati altri problemi. Innanzitutto, a causa dell’imprevedibilità del virus, chi, il 3 settembre, è risultato positivo potrebbe esserlo ancora in una nuova data per il test d’ingresso.

Allo stesso modo, anche chi è stato soltanto in quarantena cautelare potrebbe risultare positivo in un secondo momento.

In più, gli studenti che hanno già sostenuto il test potrebbero obiettare di aver avuto meno tempo per studiare rispetto a chi lo sosterrà in futuro.

Conseguenze di una sessione suppletiva per il test di Medicina

Quello sollevato è sicuramente un problema complesso e delicato che aprirebbe la strada ad una serie di particolari conseguenze.

In primo luogo, aumenterebbe il numero di ricorsi, fino a superare di gran lunga i consueti 18 mila che arrivano ogni anno dopo il test di Medicina.

Inoltre, una data alternativa comporterebbe un ritardo per la pubblicazione delle graduatorie, con conseguente posticipo delle lezioni.

“Questo è un tema molto delicato dal punto di vista giuridico. È all’attenzione del Governo, stiamo valutando tutte le opzioni”. Si è espresso così il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi.

Per quanto, quindi, ad oggi non ci sia ancora una soluzione al problema, Manfredi assicura che valutare tutti i casi particolari dei candidati in quarantena sarà una delle priorità del Governo.