Comunicato stampa Unifad su Graduatorie Provinciali per le supplenze 2020
Comunicato stampa Unifad su Graduatorie Provinciali per le supplenze 2020

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa pervenutoci da UNIFAD settore Scuola e Università.

Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2020

Sono mesi ormai che assistiamo alle diatribe tra le Organizzazioni Sindacali rappresentative ed il Ministro dell’Istruzione dapprima sulle modalità di svolgimento dei concorsi, utili a stabilizzare tanti precari, poi sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Un continuo scontro senza alcuna proposta alternativa o, magari, risolutiva che andasse incontro alle reali esigenze del personale scolastico stanco di polemiche e desideroso di proposte. Era fin troppo evidente a tutti, a dirla tutta, che le modalità di inserimento nelle GPS avrebbero creato non pochi problemi ed errori in sede di valutazione, cosa puntualmente verificatasi con le conseguenti polemiche delle OO.SS. ed il tentativo di proporre il ricorso al riutilizzo delle precedenti graduatorie “di istituto”. Una soluzione che la nostra Associazione sindacale reputa impercorribile ed assurda per una serie di motivi: 

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  • Le graduatorie di istituto del precedente triennio sono state completamente stravolte a seguito delle decisioni dei candidati di scegliere e spostarsi in una diversa provincia, per cui nascerebbero difficoltà logistiche di rientro; 
  • Nelle graduatorie precedenti risulta esserci del personale che durante questo periodo ha incrementato le proprie competenze ed i propri titoli, per cui si vedrebbe comunque in posizioni ed in graduatorie non corrispondenti ai propri reali requisiti; 
  • I vecchi punteggi non corrisponderebbero alle attuali posizioni di graduatoria dal momento che numerosi docenti in questi anni hanno accettato incarichi anche scomodi, pur di aumentare il loro punteggio; 
  • Verrebbero esclusi tutti i nuovi inserimenti, quelli di tanti ragazzi che hanno studiato e si sono preparati in questi anni per poter accedere alle nuove graduatorie. Inoltre tecnicamente non sarebbe possibile conferire supplenze “fino all’avente diritto” proprio in virtù dell’art. 41 del CCNL 2016/18 che prevede l’indicazione precisa della scadenza degli incarichi proposti nella scuola.

Ancora una volta assistiamo a proposte vuote, senza alcun fondamento, se non quello di provare a generare ulteriore caos in una fase molto delicata della ripresa dell’attività scolastica. Una ripresa sulla quale tutti dovremmo mantenere un atteggiamento responsabile e collaborativo, cercando di aiutare gli Ambiti Territoriali a rivedere, correggere, sistemare la tante anomalie che purtroppo si sono verificate nella predisposizione delle graduatorie stesse. Bisogna altresì ricordare che dietro la pubblicazione delle GPS c’è stato il lavoro incessante, continuo ed attento del personale amministrativo delle nostre scuole e degli Uffici periferici, impegno svolto durante il mese di agosto in un periodo di ripartenza ed in un lasso di tempo davvero ridotto: l’insana proposta dei Confederali andrebbe anche a vanificare il lavoro delle segreterie scolastiche. Invece UNIFAD ha deciso di sostenere i propri iscritti attraverso delle segnalazioni agli Ambiti provinciali preposti per comunicare incongruenze o evidenti errori nelle Graduatorie, evitando la presentazione di diffide, ricorsi, richieste di accesso agli atti che avrebbero avuto esclusivamente l’effetto di allungare i tempi. 

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La nostra proposta è quella di mettere da parte le proprie velleità di ergersi a controllori dell’operato del Ministero, a contrastarne ogni scelta ed a iniziare a presentare nuovi modelli di reclutamento che vadano nella direzione di creare, negli anni, una pianta organica quanto più stabile possibile. 

Riteniamo che non sia più il tempo di contrastare a prescindere ogni attività ministeriale e soprattutto che dirigenti scolastici, docenti, DSGA e personale ATA siano stanchi di continui ricorsi, scioperi e diffide: basterebbe ripartire con una seria, programmata attività di confronto su tanti temi che interessano sia il personale che l’Amministrazione. La nostra struttura sindacale, benchè giovane, ritiene infine che si sia perso il contatto diretto con la realtà scolastica e che solo un ritorno ad ascoltare le vere esigenze quotidiane delle persone possa essere utile per rivisitare alcuni, anche obsoleti, criteri di funzionamento delle attività didattiche ed amministrative.