Errori graduatorie provinciali supplenze 2020: il MI usa due pesi e due misure?
Errori graduatorie provinciali supplenze 2020: il MI usa due pesi e due misure?

Su Italia Oggi ci si chiede se il Ministero dell’Istruzione non stia usando due pesi e due misure sulla correzione degli errori delle graduatorie provinciali per le supplenze 2020/21 (GPS). Per quale motivo?

Correzione errori GPS: le disposizioni

In base alle istruzioni del Ministero dell’Istruzione, se il sistema informatico ministeriale ha prodotto irregolarità nelle graduatorie provinciali per le supplenze, gli uffici scolastici devono correggerle. Se invece gli errori prodotti dal sistema riguardano domande incomplete, gli uffici non devono fare nulla.

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Nella nota 1550 del 4 settembre, Max Bruschi ha spiegato “di procedere in autotutela alla rettifica dei punteggi palesemente erronei e all’accoglimento dei reclami manifestamente fondati, fermo restando che ai fini dell’inserimento in graduatoria si deve tenere conto esclusivamente di quanto effettivamente dichiarato dall’aspirante nell’istanza di partecipazione e oggetto delle rigorose verifiche previste“.

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Le domande incomplete delle GPS

Eppure molti docenti che hanno presentato istanza per le GPS, nonostante abbiano compilato bene la domanda, a causa del fatto che il sistema è andato in tilt molte volte, si sono visti escludere dalle graduatorie o riconoscere una domanda con informazioni incomplete.

In molti casi, i titoli che a causa dell’errore di sistema non risultano nelle domande, sono già in possesso dell’amministrazione. Vedi per esempio i titoli di servizio. Basta una verifica per accertarli.

Serve un cambio di rotta

Non è chiaro perché il Ministero non si ammorbidisca sulla correzione degli errori delle GPS, come peraltro previsto dalla legge 241/90 (art 6). Se le cose non cambiano, si prevedono graduatorie viziate e illegittime e una conseguente ondata di ricorsi. Oltre al costo per l’Erario, si potrebbe arrivare al paradosso di cambi di docenti in corso d’anno.