Comunicato 'Professori senza cattedra': risposta alla nota odierna della Sovrintendenza
Comunicato 'Professori senza cattedra': risposta alla nota odierna della Sovrintendenza

Riceviamo e pubblichiamo comunicato inviatoci dai ‘Professori senza cattedra’.

Risposta alla Sovraintendenza da parte dei ‘Professori senza cattedra’

In riferimento alla nota uscita in data odierna dalla Sovrintendenza agli studi in merito alla copertura delle cattedre per l’inizio dell’anno scolastico, i “Professori senza cattedra” precisano che l’Amministrazione regionale non ha purtroppo letto correttamente il comunicato uscito ieri. 

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La prima frase diceva infatti: “Gli insegnanti in graduatoria hanno permesso di coprire solo 204 cattedre vuote su 445 disponibili”, il che vuol dire che, alla fine delle convocazioni ufficiali da parte della stessa Sovrintendenza per il conferimento delle supplenze, concluse il 27 agosto, rimanevano ancora scoperte (per sottrazione) 241 cattedre. 
Si tratta di una cifra ufficiale, calcolabile da chiunque tramite le liste delle sedi residuate pubblicato sul sito della scuola valdostana, gestito dalla stessa Amministrazione regionale (https://scuole.vda.it/, alla sezione graduatorie di istituto), e non elaborazioni o libere interpretazioni dei precari. 

Come spiegato sempre nel comunicato dei “Professori senza cattedra”, le 245 cattedre non sarebbero ovviamente rimaste scoperte: infatti, nel comunicato si diceva che “le cattedre rimaste scoperte sono assegnate in questi giorni tramite chiamate dirette dei cosiddetti dirigenti scolastici a chi ha inviato alle scuole la cosiddetta MAD, ossia la messa a disposizione tramite classico curriculum vitæ, un sistema sì legittimo, che da una parte permette un primo accesso alla professione e dall’altra la risoluzione rapida di un’emergenza, ma non certo pensato per coprire oltre il 50% delle cattedre libere”. 


Lo ribadiamo: il ricorso alla chiamata diretta per la copertura di oltre il 50% delle cattedre scoperte è un evidente sintomo della fragilità del sistema, confermato dal fatto che a tre giorni dall’inizio della scuola (weekend compreso) ancora 70 posti (l’equivalente di insegnanti necessari in una scuola media da circa 600 alunni, tanto per capirci) – come dichiarato nella nota della Sovrintendenza – siano ancora da assegnare. In un sistema scuola efficiente le “chiamate con la cornetta”, che non garantiscono il possesso dei requisiti e a volte anche dell’esperienza necessaria a coprire “cattedre difficili”, dovrebbero servire a situazioni impreviste (malattie, gravidanze, aspettative, ecc.), a graduatorie esaurite, principalmente in corso d’anno. 
La cronica emergenza cattedre a livello nazionale, aggravatasi per l’avvio di questo difficile anno scolastico, non può essere considerata un imprevisto, e purtroppo la Valle d’Aosta, malgrado le sue dimensioni e la sua autonomia, non è stata finora in grado di affrancarsi da questo male nazionale. I precari valdostani tengono a sottolineare che il fine ultimo di ogni considerazione non è la denuncia, ma il bene del sistema scuola, che ha bisogno di progettualità e lungimiranza, e ribadiscono ancora una volta l’apertura al confronto per un contributo che possa aiutare a sconfiggere il “virus” dell’emergenza cronica in cui vive la scuola con tutti i suoi attori.