Rientro a scuola, Crisanti: 'Misurazione temperatura cosa seria, non diciamo sciocchezze'

Riapertura delle scuole, a tre giorni dal rientro ufficiale in classe fioccano le polemiche sulle regole stabilite dall’esecutivo per il nuovo anno scolastico 2020/21.

Il professor Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova, è stato intervistato dal quotidiano ‘Repubblica‘ (edizione di oggi, venerdì 11 settembre). È stato chiesto al professor Crisanti cosa ne pensasse della responsabilità affidata ai genitori in relazione alla misurazione della temperatura corporea dei loro figli.

Loading...

Riapertura delle scuole, Crisanti: ‘Misurazione febbre? Assurdo, ognuno farà come vuole’

‘È assurdo che siano le famiglie a misurare la febbre – ha risposto il microbiologo – Ognuno farà come vuole. La misurazione della temperatura è una cosa seria – ha spiegato il professor Crisanti – non può essere delegata a otto milioni di famiglie. C’è chi la misura sulla fronte, chi nell’orecchio, chi sulla lingua, chi sotto l’ascella e per di più con termometri diversi.’

Loading...

‘La soglia per assentarsi dalle lezioni andrebbe abbassata a 37 gradi’

Il direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova ritiene, inoltre, che si tratti di una questione di coerenza: ‘Se si tratta di una misura decisiva per la sorveglianza epidemiologica allora deve farla lo Stato, non i singoli cittadini in un caotico fai-da-te. Oltre al fatto che la soglia per assentarsi dalle lezioni andrebbe abbassata a 37 gradi: per i ragazzi e i bambini, che si ammalano meno, fissarla a 37.5 non è adeguato’. 

‘Non si può misurare la febbre a scuola? Non diciamo sciocchezze’

Sono note le ragioni per le quali, il Ministero dell’Istruzione e il Comitato Tecnico Scientifico si sono opposti alla possibilità di far misurare la temperatura negli istituti: sarebbero serviti spazi più ampi, una tempistica più lunga per l’ingresso nelle aule e soprattutto più personale.

La risposta del professor Andrea Crisanti è lapidaria: ‘Non diciamo sciocchezze: esistono sensori elettronici che funzionano senza l’aiuto di alcun tecnico e che misurano la temperatura in pochi istanti, come quelli installati ad esempio negli aeroporti o in molte aziende’.