Calendario prove concorso straordinario: Nota Ministero Istruzione, indicazioni per la sicurezza
Calendario prove concorso straordinario: Nota Ministero Istruzione, indicazioni per la sicurezza

Supplenze scuola 2020/21, anno scolastico nuovo ma i vecchi problemi rimangono. Nonostante gli annunci della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina (‘per il 24 settembre tutti i docenti precari saranno in classe, le graduatorie sono già pronte. Anche io voglio che i docenti siano in classe dal primo giorno’), l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 si presenta tutto in salita, una ripidissima salita.

Supplenze anno scolastico 2020/21, indicazioni Ministero dell’Istruzione sulle MAD

Anief sottolinea come, nonostante l’ampio risalto dato alle nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze, il numero delle domande MAD (Messa a Disposizione) è destinato a crescere ulteriormente. Il sindacato, in una nota informativa, ha messo in evidenza il paradosso voluto dal Ministero dell’Istruzione, quello inserito nella Nota N. 26841 del 5 settembre scorso in cui l’amministrazione centrale ha precisato quanto segue: ‘Le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria provinciale e di istituto e possono essere presentate per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza’.

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Supplenze, no alle MAD per chi è iscritto in graduatoria: Anief, ‘decisione inspiegabile’

Anief aveva già espresso il suo parere contrario a questa decisione del Ministero ancor prima che venisse ufficializzata per iscritto, soprattutto perché questo divieto ‘rischia di danneggiare la stessa amministrazione che si priverebbe della possibilità di poter ottenere disponibilità ulteriori per l’assunzione di incarichi di supplenza in province o in sedi scolastiche prive di aspiranti nelle Gps e Graduatorie d’istituto o che le hanno già terminate.’
In buona sostanza, si tratterebbe di un clamoroso autogol, è come se il Ministero si fosse tirato la classica ‘zappa sui piedi’: Anief, infatti, afferma che ‘impedire di presentare la Messa a disposizione limita, senza alcun fondamento normativo, un lavoratore totalmente inoccupato in quel momento di poter esercitare il suo giusto diritto di poter offrire la propria professionalità e la propria prestazione lavorativa là dove c’è richiesta, anche in altra provincia rispetto a quella di inclusione nelle graduatorie.’

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