Primi giorni di scuola, le criticità

La scuola dell’infanzia in alcune regioni è iniziata già da una settimana, mentre il 14 settembre in gran parte d’Italia sono iniziate la scuola primaria e la scuola secondaria.

Si tratta di un anno scolastico particolare, che vede studenti ed insegnanti straniti di fronte a nuove regole da seguire e di fronte ad una rimodulazione dei rapporti, fondati sul distanziamento.

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La scuola però, nonostante le varie difficoltà, è riuscita a ripartire, tra entusiasmo e critiche.

Un anno scolastico da ricordare

L’anno scolastico appena iniziato verrà sicuramente ricordato.

Tante le novità e le messe a punto per ripartire in sicurezza: nuova razionalizzazione degli spazi, riorganizzazione del servizio mensa, modalità scaglionate di ingresso e uscita da scuola, mascherine, continua igienizzazione e ricircolo dell’aria in classe.

Il tutto è stato approntato in una corsa contro il tempo senza precedenti, nella consapevolezza che, da un momento all’altro, intere scuole o singole classi potrebbero essere messe in quarantena, continuando la didattica a distanza.

Le criticità della scuola secondo chi ci lavora

Leggendo sui social le impressioni iniziali degli insegnanti tornati in classe dopo sei lunghi mesi, si può notare tanta emozione nel ritrovare i propri alunni ma anche tanta tristezza nel non poterli riabbracciare.

Molte sono state anche le parole di malcontento e le critiche nei confronti di un modello scolastico non completamente esaustivo di tutte le problematiche.

Un primo problema riscontrato riguarda l’eventualità ( si spera remota) di un terremoto o di un incendio. Molti docenti hanno infatti evidenziato criticità laddove si presentasse una tale situazione di emergenza.

Il secondo problema, noto ai media, è quello dei banchi monoposto mancanti ancora in molte scuole, costringendo al momentaneo uso dei banchi ancora in essere nelle classi.

Terso problema, ancor più serio, riguarderebbe la mancanza ancora di molte insegnanti di sostegno. Ricordiamo infatti, ad esempio, il caso di un bambino autistico in una scuola di Roma, costretto a tornare a casa essendo sprovvisto della propria insegnante di sostegno.

Da ultimo, ciò che fanno emergere gli insegnanti è la difficoltà a far rispettare le regole del protocollo soprattutto nei gradi scolastici inferiori, contrariamente invece alle scuole secondarie in cui si sta riscontrando grande spirito di collaborazione da parte degli studenti.