Attacco hacker contro Azzolina, Anonymous rivendica

Riapertura della scuola e avvio anno scolastico 2020/21: uno dei temi più scottanti è, senza dubbio, quello delle supplenze. Mancano moltissimi insegnanti (i sindacati parlano di almeno 100mila cattedre ancora vuote), soprattutto nelle regioni settentrionali: l’argomento è stato toccato dalla ministra Azzolina nel corso di un suo intervento nella trasmissione di Rai3, ‘Cartabianca’.

Supplenze, Lucia Azzolina in TV: ‘Per il 24 avremo i docenti in cattedra’

“Ora per ora stiamo nominando i supplenti – ha rassicurato la ministra dell’Istruzione – solo oggi sono 25mila quelli nominati, sinora ne abbiamo nominati 70mila, domani ci saranno altre convocazioni, per il 24 avremo i docenti in cattedra. In passato i supplenti arrivavano a ottobre in classe, con graduatorie cartacee. Una parte di questa procedura ora è digitalizzata: sono giunte 1 milione e 900 mila domande.’

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‘Entro ottobre si faranno i concorsi’

Sempre in tema reclutamento docenti, Lucia Azzolina ha assicurato che, entro ottobre, si faranno i concorsi: ‘Noi abbiamo deciso di investire sulla qualità della scuola, dando in mano il futuro degli studenti agli insegnanti. Entro ottobre si faranno i concorsi. Di concorsi negli anni se ne sono fatti pochi. Si sono creati molti precari: ora abbiamo un Governo che vuole puntare sulla qualità della scuola. A ottobre i concorsi si faranno, sono tre in tutto. Si sarebbero dovuti fare questa estate, c’e’ stato un accordo di maggioranza’.

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Riapertura della scuola, Azzolina: ‘Bilancio, per ora, positivo’

Per quanto riguarda il ritorno a scuola, la ministra Azzolina parla di bilancio, per ora positivo: ‘Siamo molto soddisfatti. Sapevamo che ci sarebbero state delle difficoltà, ma le ansie si sono trasformate in emozioni il primo giorno di scuola.’

In merito alle polemiche sulla misurazione della febbre, la titolare del dicastero di Viale Trastevere ha risposto così: ‘Le indicazioni sulla misurazione della febbre sono state condivise da tutte le Regioni, il 9 settembre cambiare le regole in corso ha visto la comunità scolastica piemontese rivoltarsi. In tutta l’estate abbiamo fatto i tavoli regionali, sarebbe stato più opportuno farlo presente prima, ma loro non si sono presentati ai tavoli. Cinque giorni prima delle lezioni è apparso poco comprensibile a tutti cambiare le regole’.