Scuola, M5S: 'Impegno su digitale accompagna docenti e studenti oltre emergenza'

Riapertura delle scuole, una delle domande che più ricorrono, tra i genitori, in questo inizio di anno scolastico è questa: ‘Se i nostri figli restano a casa per una malattia ‘no coronavirus‘, cosa dovranno fare per rientrare a scuola?’

Come rientrare a scuola dopo una malattia ‘No Covid’?

C’è grande incertezza in merito alla questione, anche perché le varie Regioni stanno procedendo in diverse direzioni, come riporta il ‘Corriere della Sera‘ di oggi, giovedì 17 settembre. In Veneto, Liguria e Piemonte basterebbe l’autocertificazione dei genitori ma serve l’OK del pediatra. In ogni caso, se l’istituzione scolastica sospetta sintomi Covid, i dirigenti scolastici, in assenza di tampone, potrebbe anche decidere per la non riammissione. 

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Ritorno a scuola dopo malattia ‘no Covid’: regole diverse nelle varie Regioni

Alcune Regioni, come la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, l’Umbria e le Marche, invece, hanno deciso di accettare il rientro in classe senza certificato e senza autodichiarazione, sulla base di ‘quella fiducia reciproca alla base del patto di corresponsabilità fra comunità educante e famiglia’.

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Nelle altre Regioni, invece, fa fede ancora il vecchio certificato dopo i cinque giorni di assenza, in Sicilia l’obbligo parte dal decimo giorno.

Una situazione, questa, che sarà sempre più frequente a mano a mano che si avanzerà verso la stagione invernale, quella dei ‘malanni comuni’ ovvero le ‘normali influenze‘: non solo bisognerà distinguere questi malanni dal ‘Covid‘ ma occorrerà applicare delle regole che possano scongiurare il pericolo, evitando, nello stesso tempo, di creare disagi alle attività didattiche.

ANP: ‘Bisognerebbe reintrodurre un obbligo di certificazione, almeno sopra i 3 giorni di malattia’

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, ha dichiarato al ‘Corriere della Sera’: ‘Se uno studente si assenta e la scuola non sa il perché, potrebbe avere anche il virus ma se nessun medico lo ha visitato saremmo di fronte a una riammissione non ottimale. Allora bisognerebbe reintrodurre un obbligo di certificazione, almeno sopra i tre giorni di malattia’.