Scuola, diplomati magistrale ultime notizie: CdS sospende sentenze TAR

Ultime notizie sui diplomati magistrale che riguardano tre ordinanze cautelari emanate dal Consiglio di Stato, all’interno delle quali vengono chiesti chiarimenti al Ministero dell’Istruzione in merito ai docenti con Diploma Magistrale abilitante depennati dalle Graduatorie ad Esaurimento o licenziati per effetto di sentenze negative emesse dal Tar del Lazio. Nello stesso tempo, il CdS ha provveduto a sospendere l’efficacia delle sentenze Tar di rigetto.

Diplomati magistrale, Consiglio di Stato sospende depennamenti e licenziamenti

Secondo il Consiglio di Stato, infatti, il Ministero dell’Istruzione avrebbe presentato per l’udienza una relazione che non chiarisce alcuni punti controversi come la situazione di molti ricorrenti già immessi in ruolo senza alcuna clausola rescissoria nei propri contratti e sulla loro possibilità di essere inseriti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze per ottenere incarichi successivi all’eventuale licenziamento.

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Diplomati magistrale, Anief: ‘Il Ministero non potrà licenziare o depennare i nostri iscritti’

il sindacato Anief, in una nota informativa, ha provveduto a riportare la notizia dell’importante successo ottenuto dai noti legali Walter Miceli, Nicola Zampieri e Fabio Ganci.

A questo proposito, il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha dichiarato: ‘Il Ministero dovrà chiarire in che modo sta agendo o vuole agire nei confronti di docenti che da anni permettono il corretto svolgimento delle attività didattiche e, nel frattempo e in attesa dell’udienza di merito in Consiglio di Stato già calendarizzata per il prossimo 25 febbraio 2021, le sentenze TAR sono sospese. Il Ministero non potrà licenziare o depennare i nostri iscritti e quanto già emanato in esecuzione delle precedenti sentenze TAR perde efficacia grazie a questi nuovi pronunciamenti del Consiglio di Stato targati Anief”. 

Consiglio di Stato sospende effetti delle sentenze emesse dal Tar

Il Ministero dell’Istruzione sarà chiamato a presentare una nuova memoria esplicativa e dettagliata ai Giudici del Consiglio di Stato, i quali, nel frattempo, hanno provveduto a sospendere gli effetti delle sentenze emesse dal Tar in considerazione del fatto che ‘l’esecuzione della sentenza impugnata è idonea a procurare un grave ed irreparabile pregiudizio in capo agli appellanti, alcuni dei quali già destinatari di atti di decadenza o di risoluzione contrattuale’.