Supplenze, news 12/10: si convoca anche da GI e MAD
Supplenze, news 12/10: si convoca anche da GI e MAD

Supplenze anno scolastico 2020/21, continuano le denunce per la mancanza di docenti, soprattutto al Nord. Il ‘Corriere della Sera‘ ha illustrato la situazione relativa alla regione Veneto dove mancherebbero qualcosa come 13500 insegnanti. I sindacati descrivono un quadro drammatico: ‘Siamo in ritardissimo – ha dichiarato Sandra Biolo, segretaria Cisl Scuola del Veneto – Sono partite le nomine annuali ma già si sa che non ci sono docenti a sufficienza, specie nel sostegno‘. 

Supplenze, molti docenti del Sud rispondono ‘No, grazie’ per paura di nuovi lockdown

Mancano professori di matematica ma anche di italiano e quest’anno si è aggiunta una nuova problematica legata alla particolare situazione sanitaria che stiamo vivendo: i docenti del Sud che, pur di lavorare, avevano accettato, in passato, il trasferimento al Nord, preferiscono declinare l’offerta.

Il segretario Cgil Scuola Sicilia, Adriano Rizza, spiega:  ‘Il Covid ha cambiato le cose: premetto che io ho lavorato per dodici anni a Belluno ed è stata un’esperienza bellissima ma ora i precari hanno tra i 40 e i 50 anni, adulti cioè con famiglia: con il rischio di non riuscire a rientrare a casa se torna il lockdown non si trasferiscono’.

Anche molti vincitori di concorso hanno preferito non cambiare regione: ‘L’obbligo di permanenza di cinque anni disincentiva. Purtroppo, mi duole dirlo, quest’anno le regioni del Nord e di conseguenza i loro studenti avranno i maggiori problemi nelle scuole‘. 

Docenti del Sud, il timore di restare di nuovo bloccati sta prevalendo

Un quadro che viene confermato anche da Salvatore Cosentino, segretario Uil Campania: ‘Decine di colleghi, specie tra chi opera nelle scuole d’infanzia e nelle primarie, hanno scelto di non tornare a Nord: lo abbiamo registrato tra fine luglio e inizio agosto nella compilazione delle graduatorie provinciali, al massimo si sono spinti fino a Roma: un fenomeno già visto con le nomine dei dirigenti scolastici, il timore di restare di nuovo bloccati lontano da casa sta prevalendo’.