Concorsi, Azzolina senza freni: 'I docenti ce li chiedono, insegnante non è meno importante del chirurgo'

Concorso straordinario 2020, l’informativa di oggi, 28 settembre, del Ministero dell’Istruzione ai sindacati in merito allo svolgimento della procedura concorsuale ha suscitato le critiche delle organizzazioni sociali.

Concorso straordinario, Gissi (Cisl): ‘C’è l’interesse del ministero di andare avanti’

Secondo la segretaria nazionale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, ‘emerge l’interesse del ministero di andare avanti, come annunciato, con obiettivi fissati in tempi normali, considerando la condizione attuale come fosse ordinaria. Le problematiche a cui ancora si assiste in questi giorni nelle scuole ci mette in condizioni di valutare l’altissimo livello di insensibilità che vediamo realizzato con questi proclami’.

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Maddalena Gissi, poi, si domanda come possano fare a spostarsi i docenti precari che hanno chiesto di partecipare al concorso ma che, nello stesso tempo, stanno insegnando: ‘Si lascia la cattedra scoperta?’
Ma anche e soprattutto sul fronte sicurezza non mancano le perplessità: come verranno organizzati i laboratori dove si svolgeranno le prove in merito al distanziamento e alle misure da prendere per evitare il pericolo contagio?

Sgambato chiede ad Azzolina di fare un passo indietro sul concorso straordinario

Sulla stessa lunghezza d’onda, la responsabile scuola del Partito democratico, Camilla Sgambato: ‘Molti docenti precari, dovendo partecipare alle prove del concorso, lascerebbero la cattedra che hanno appena preso per 5-6 giorni. Solo in Lombardia ci sono 16.500 candidati, la gran parte sono docenti delle regioni meridionali: spostare il concorso a Natale sarebbe la cosa più giusta da fare’.


Come riporta l’agenzia Ansa, l’esponente dem chiede alla ministra Azzolina di fare un passo indietro sul concorso straordinario: ‘Farlo ora significa stressare le scuole, che verranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso. Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale; fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ogni ripensamento è possibile, la decisione spetta al ministero dell’Istruzione. Va cercata una soluzione anche per chi si trova in quarantena perché nella sua scuola è stato trovato un positivo: per esempio si potrebbe trovare un’altra data per questi candidati o si potrebbe far svolgere la prova tutti in una stessa scuola. Sarebbe ingiusto non farli partecipare al concorso.’