'Insegnanti in cattedra', avviata la petizione

Pochi giorni fa è stata avviata una petizione online da un comitato di genitori di bambini della primaria di Firenze, ‘Grembiuli in Protesta’, rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il tema centrale è quello di garantire tutti gli insegnanti in cattedra, in modo da poter garantire agli studenti un pieno godimento del diritto alla scuola dell’obbligo ex art. 34 della Costituzione.

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Il testo della petizione

La petizione al momento non ha raggiunto ancora le 200 sottoscrizioni nonostante l’importante richiesta, che può essere estesa a tutte le scuole d’Italia.

Così recita il testo della petizione:

“il caos totale nel sistema delle nomine ha fatto sì che a molti giorni dall’inizio della scuola ancora manchino insegnanti necessari a garantire il pieno e corretto svolgimento delle lezioni. La riapertura delle scuole è stata poco più di una farsa: le scuole sono aperte poche ore al giorno e i pochi insegnanti presenti sono costretti a turni extra volontari per coprire l’orario. Alcune materie fondamentali come matematica o italiano non vengono di fatto insegnate. Senza la matematica o l’italiano che scuola dell’obbligo è?

Il 2020 è stato un anno terribile che dopo molti mesi di didattica online ha lasciato impreparazione e lacune negli apprendimenti. Adesso che dovremmo recuperare il tempo perso, questa ulteriore beffa di un sistema dell’istruzione pubblica incapace di ripartire. I nostri figli non se lo possono più permettere. Il nostro Paese non se lo può più permettere. Sappiamo bene che quanto sta accadendo adesso non ha a che fare solo con il COVID-19 ma viene da molto più lontano: un sistema scolastico vittima di una burocrazia machiavellica, che non è in grado nemmeno di redigere le graduatorie dei docenti! E quando le redige.. le sbaglia esponendosi al valzer dei ricorsi e contro-ricorsi!

Siamo al paradosso: dopo giorni di lavoro e sacrifici per garantire il rientro in sicurezza, la scuola riapre ma le cattedre sono vuote. E oltre al danno la beffa: i bambini non hanno i loro insegnanti e migliaia di docenti aspettano una chiamata a lavoro che non arriva. Non cerchiamo colpevoli, ma se il sistema non funziona cambiamo il sistema!

La nostra amata Costituzione cita il lavoro nel primo articolo. Senza la scuola a tempo pieno come possiamo noi genitori tornare a lavorare? Tutti quanti auspichiamo una ripresa economica e il ritorno alla normalità che passa anche attraverso la serenità di poter arrivare a fine mese. Non sono bastati sei mesi di chiusura delle scuole per organizzare la ripresa scolastica: nei mesi abbiamo fortunatamente assistito alla riapertura di ristoranti, bar, persino le discoteche ma la scuola è rimasta sempre chiusa e adesso che riapre mancano gli insegnanti. La Cenerentola di un sistema tutt’altro che fiabesco.

Non è più tollerabile un rinvio delle lezioni a tempo pieno. Vogliamo gli insegnanti in classe a fare il loro lavoro!”