Staffetta generazionale
Staffetta generazionale per il gruppo Intesa-Ubi

È stato raggiunto un accordo sulla staffetta generazionale all’interno del gruppo Intesa Sanpaolo. Entro il 2023 ci saranno 5.000 pensionamenti a favore di 2.500 nuove assunzioni tra i giovani.

Staffetta generazionale: l’accordo tra il gruppo Intesa e i sindacati

Grazie all’integrazione di Ubi in Intesa Sanpaolo, è arrivato il nulla osta dei sindacati per la staffetta generazionale. In questo modo, saranno tutelati sia i lavoratori in uscita sia quelli che saranno presto assunti.

All’interno del Gruppo, avrà quindi luogo un vero e proprio ricambio generazionale.

Stando a quanto definito nell’accordo con i sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin), entro il 2023 ci saranno 5.000 pensionamenti volontari e incentivati. In cambio, 2.500 nuove assunzioni a tempo indeterminato tra i giovani.

Come sottolinea Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, il patto si connota soprattutto per la sua forte valenza sociale.

“L’accordo siglato dopo un negoziato rapido ed efficace, permette di raggiungere un risultato basato, per entrambe le parti, sulla volontà di tutelare l’occupazione, di favorire lo sviluppo professionale delle persone, di rispettarne le aspirazioni”.

I futuri ingressi permetteranno al Gruppo di sostenere le nuove attività in programma. In particolare, saranno favorite le reti territoriali e quelle delle zone svantaggiate del Paese.

Nel frattempo, Fabi, Firts Cisl, Uilca e Unisin-Confsal si dicono pienamente soddisfatte del risultato ottenuto.

“Abbiamo raggiunto un primo, importante accordo di integrazione tra il gruppo Intesa e Ubi, che riteniamo estremamente positivo”. Spiega il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni.

Come saranno gestiti i pensionamenti

La staffetta generazionale sarà gestita attraverso il pensionamento e il ricorso al Fondo di solidarietà che viene attivato anche per chi raggiunge il requisito pensionistico nel 2026.

L’accordo, inoltre, sarà valido non solo per i dipendenti di Intesa e Ubi, ma anche per quelli che verranno ceduti a Bper. In più, riguarderà tanto le aree professionali quanto i dirigenti.

I pensionamenti avverranno, ovviamente, in maniera scaglionata tra il 2021 e il 2023, una volta raggiunti i requisiti necessari.

Per la buona riuscita dell’operazione, si potranno anche sfruttare canali come Quota 100 e Opzione Donna e per chi uscirà saranno mantenute le previsioni previdenziali e di sanità integrativa.

Con questo turn over, che prevede un’assunzione ogni due uscite, potranno quindi realizzarsi i sogni di tanti giovani che aspirano a diventare bancari all’interno del gruppo Intesa-Ubi.