Lettera: 'Fiscalismo a distanza'

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da una nostra gentilissima lettrice.

Concorso dirigenti scolastici 2017: zero trasparenza!

Sono oltre duemila i ricorrenti avverso il Concorso dirigenti scolastici 2017! E il Ministero dell’istruzione si ostina a blindare l’accesso completo agli atti e al codice sorgente Cineca, nonostante l’annullamento dell’intera procedura concorsuale da parte del Tar nel 2019. DUEMILA RICORRENTI ATTENDONO, NEL SILENZIO MEDIATICO, LA SENTENZA DEL CDS, prevista per metà ottobre 2020. 

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Stiamo parlando del concorso per aspiranti Dirigenti scolastici, bandito nel 2017, ultimato nel 2019 ma annullato dal Tar nello stesso mese di luglio 2019 per l’accertata incompatibilità di tre commissari che avevano tenuto dei corsi di formazione a candidati del concorso in questione, uno dei quali rivestiva persino la carica di sindaco. Il Tar Lazio ritiene che un sindaco non possa far parte di una commissione di concorso stando a quanto previsto dal decreto legge 165 del 2001. E’ infatti lo stesso Regolamento del Concorso a vietare di far parte delle commissioni a chi abbia tenuto corsi di formazione. 

Ma non è tutto: commissari ubiqui, preveggenza, risultati anticipati sui social, software impazziti, parlamentari tra i candidati. Il concorso in questione è sommerso da ricorsi. I ricorrenti denunciano irregolarità madornali della procedura, anomalie di vario genere: dalla sempre più sospetta violazione dell’anonimato al lavoro non uniforme e grossolano delle commissioni nella fase della correzione e valutazione degli scritti, a veri e propri voti inventati cioè non rispondenti ai punteggi previsti nelle griglie di valutazione. Eppure il Ministero e il suo titolare tentano di offuscare tutto non assecondando l’accesso agli atti dei ricorrenti e candidamente nascondendosi dietro la frase “Se ne occupa l’Ascani”. I membri del Comitato Trasparenza e Partecipazione, in rappresentanza dei tanti ricorrenti per il concorso dirigenti scolastici 2017, si sono battuti tenacemente per la legalità tentando tutte le strade percorribili e continuano a farlo perché la trasparenza nei concorsi è un diritto sacro dei partecipanti. E’ orribile che i concorsi vengano gestiti in modo così discutibile, eppure ogni tentativo di soluzione extragiudiziale è stato respinto, nonostante la richiesta si fosse levata da più parti, sia della minoranza che della maggioranza. 

Sulla selezione indagano sei procure e nei prossimi giorni il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla vicenda. Confermerà la sentenza di prima istanza? Nel frattempo circola la notizia dell’annullamento del concorso a 69 dirigenti dell’Agenzia delle dogane del 2011, per evidenti irregolarità nello svolgimento delle prove scritte. E allora tornano magicamente in auge le parole equità e giustizia. 

Insomma, mentre 69 persone vengono ristabilite nei loro diritti, duemila invece tremano in attesa della sentenza, chiedendo, in tutte le sedi possibili, trasparenza; non sarà che tra le fila dei vincitori compare qualche nome illustre chiamato in causa anche per la sua veste di ministro? Importa poco che sui libri abbiano penato e sudato per minimo 2 anni! Non fanno notizia; ma piace tanto invece al pubblico la storia dell’esame di lingua italiana di Louis Suarez presso l’Università per stranieri di Perugia. 

La realtà è che ad oggi gli atti del concorso rimangono secretati; intaccano forse la sicurezza dello Stato? Si tratta di un normale accesso agli atti, vietato anche alle procure. 

Idem per la richiesta di accesso al codice sorgente cineca, non ancora evasa. Ubi maior, minor cessat. 

A giorni l’udienza del Consiglio di Stato.