Comunicato CNPS: chiesta 'sospensione delle prove concorsuali per titoli ed esami per i docenti precari di ogni ordine e grado'
Comunicato CNPS: chiesta 'sospensione delle prove concorsuali per titoli ed esami per i docenti precari di ogni ordine e grado'

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dal Coordinamento Nazionale Precari della Scuola.

Richiesta: ‘Sospensione delle prove concorsuali per titoli ed esami per i docenti precari di ogni ordine e grado’ 

Il Coordinamento Nazionale Precari della Scuola (CNPS) ha inviato la presente lettera al Ministro Speranza, ai Presidenti di Regione e alla VII Commissione Cultura del Senato e della Camera per richiedere la SOSPENSIONE DELLE PROVE CONCORSUALI PER TITOLI ED ESAMI PER I DOCENTI PRECARI DI OGNI ORDINE E GRADO. 

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Il 29 settembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’avviso relativo alle prove scritte del concorso straordinario che inizieranno il 22 di ottobre. La Ministra Azzolina si è dimostrata incurante del fatto che molte scuole sono già in quarantena e che il Presidente del Consiglio Conte è in procinto di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. 

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Le prove riguardano circa 65.000 docenti precari con almeno tre anni di esperienza nella scuola, che concorreranno per 32.000 posti. Nonostante una recente sentenza del Consiglio di Stato equipari tre anni di servizio all’abilitazione all’esercizio della professione e la direttiva europea 70/99 indirizzi verso l’assunzione a tempo indeterminato dopo la reiterazione del terzo contratto annuale, il Ministero dell’Istruzione, senza tenere in considerazione le parti sociali e sindacali, ha ritenuto opportuno procedere con l’indizione di un concorso straordinario che di straordinario ha il solo requisito degli anni di servizio maturati – almeno tre – dagli aspiranti, ed esclude dalla partecipazione migliaia di docenti precari con servizio esclusivo su sostegno. Si tratta di un concorso puramente nozionistico, che non mira a valutare la capacità di trasmettere il sapere e di educare, che sono le competenze alla base della professione di insegnante. Inoltre, tale concorso non risolverebbe nell’immediato il problema della carenza di docenti, in quanto i vincitori arriverebbero in cattedra solo il prossimo settembre, ed esporrebbe la scuola e il personale coinvolto a ulteriori rischi per la salute.

Oltre a non risolvere l’abuso di precariato, la procedura risulta altamente lesiva dei diritti dei cittadini in quanto molti aspiranti si troveranno nella condizione di non potersi presentare alle prove perché in isolamento o con semplici sintomi influenzali. Alcuni docenti, invece, visto che il concorso rappresenta l’occasione della vita (l’ultimo concorso ordinario si è tenuto nel 2000), potrebbero sentirsi fortemente incentivati a mettere in pericolo loro stessi e gli altri eludendo i protocolli di sicurezza. Destano preoccupazione le conseguenze degli spostamenti dei docenti sul territorio. In molti potrebbero partecipare alle prove in una regione diversa da quella di servizio, o comunque dovrebbero spostarsi per  lunghe distanze all’interno della propria regione, ritornando in servizio immediatamente dopo. Lo stesso vale per le prove del TFA sostegno (Tirocinio Formativo Attivo) presso le Università italiane, che comportano, spostamenti e possibili rinunce forzate da parte dei candidati.

A causa della diffusione del Covid-19, in Italia sono state rimandate le procedure concorsuali dei diversi comparti della Pubblica Amministrazione, ma la Ministra Azzolina mantiene imperterrita la sua posizione nonostante i solleciti da parte dei sindacati, forze politiche di maggioranza e opposizione e il possibile protrarsi dello stato di emergenza fino al 31 gennaio.

Nonostante le dichiarazioni “rassicuranti” rilasciate dalla Ministra, ci teniamo a precisare che la scuola è in grave difficoltà a causa del caos generato dal nuovo sistema delle graduatorie provinciali per le supplenze, dell’informatizzazione del sistema tutt’altro che perfetto e dalla mancanza di linee guida ministeriali chiare. Migliaia di studenti sono ancora senza docenti e l’anno scolastico è iniziato con orari ridotti o dimezzati. In tali condizioni ci chiediamo se sia opportuno sottrarre alla didattica altri giorni per permettere l’espletamento del concorso con oltre 65000 docenti precari, già in servizio come supplenti, che dovrebbero assentarsi per effettuare le prove.

Per arginare la diffusione del Covid-19 e tutelare i diritti dei cittadini, a fronte del l’emergenza, vi chiediamo a gran voce di fare quanto in vostro potere per rimandare le prove concorsuali straordinarie, ordinarie, quelle per l’ammissione ai corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, e qualunque altra prova per esami che comporti spostamenti e assembramenti. 

Per il bene della scuola pubblica, per garantire continuità didattica agli studenti e per avere un corpo docente valutato per l’effettiva capacità di insegnare, vi chiediamo di ripensare alle procedure di reclutamento alla luce di quanto avvenuto anche in altri settori della PA, come nel caso del personale sanitario e attivare percorsi di stabilizzazione per titoli e servizi con prova orale finale, consistente nella preparazione di una lezione simulata di fronte ad una commissione. (Rif. normativo: Costituzione; il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487; Dir. 3, 24 aprile 2018).

Chiediamo che, in considerazione del valore abilitante dei 36 mesi di servizio, venga espletato un concorso simile a quello già sostenuto nel 2018. Secondo la direttiva num. 3 del 24 aprile 2018, anche il corso-concorso garantirebbe l’assunzione e la formazione di tutti quei precari su materia e sostegno che da anni sono impegnati in cattedra con serietà e professionalità, e di cui il nostro sistema di istruzione ha bisogno da sempre, per poter funzionare regolarmente.