Docenti, orario settimanale e 'ore buca': vanno retribuite? La normativa
Docenti, orario settimanale e 'ore buca': vanno retribuite? La normativa

L’orario settimanale dei docenti può presentare diverse ‘ore buca’. Le ore buca sono da retribuire? Cosa dice la normativa? Per ore buca intendiamo quelle ore in cui il docente non è effettivamente in servizio, sebbene siano incluse nel suo orario di lezione.

Ore buca degli insegnanti e retribuzione

Come spiega Orizzonte Scuola, sarebbe opportuno che in sede di contratto di Istituto fosse stabilito un numero massimo di ore buca. Oltre questo limite, si potrebbe riconoscere una indennità per premiare la flessibilità del docente. Normalmente la scuola non le retribuisce, ma la normativa dice altro.

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La normativa

L’ articolo 2107 del codice civile definisce cosa è l’orario di lavoro e dice: “La durata giornaliera e settimanale della prestazione di lavoro non può superare i limiti stabiliti dalle leggi speciali o dalle norme corporative”.

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Cosa si intende per ‘prestazione di lavoro’ lo spiega l’articolo 1 della Direttiva 1993/104/CE, ovvero: “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.

Anche la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17511 del 27.07.2010, stabilisce che il dipendente pubblico va retribuito nelle ore buca nel proprio orario di servizio.

Le ore buca vanno retribuite

Quindi, ogni ora di lavoro prestata oltre le ore previste da contratto (fatta eccezione per le 40 ore funzionali), andrebbe considerata ora straordinaria e retribuita come tale. Retribuzione malattia supplenti.