Covid19, confronto marzo-ottobre: cos'è cambiato e cosa dobbiamo aspettarci?
Covid19, confronto marzo-ottobre: cos'è cambiato e cosa dobbiamo aspettarci?

Covid-19, il numero dei contagi registrato nei giorni scorsi ci riporta ai numeri di fine marzo-inizio aprile ma con sostanziali differenze. Lo ha spiegato il fisico Giorgio Sestili in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Stampa’. Cos’è cambiato dalla scorsa primavera e cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime settimane?

Covid-19 a ottobre, cos’è cambiato dalla scorsa primavera?

Anche se il numero dei contagi, all’11 ottobre, è arrivato a quello di marzo-aprile, occorre innanzitutto rilevare che il numero di tamponi effettuati è superiore di quasi 8 volte. Un altro fattore importante è quello che riguarda la percentuale della mortalità: ‘Ad aprile – ha sottolineato Giorgio Sestili – il tasso di letalità era del 14 per cento, il primo agosto dell’1 per cento, mentre attualmente si attesta tra lo 0,65 e l’1 per cento’.

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‘Entro 10 giorni i contagi potrebbero addirittura triplicare’

Secondo il fisico, però, l’impennata dei contagi è destinata a farsi sentire ancora di più nei prossimi giorni:  ‘Entro i prossimi dieci giorni aumenteranno tantissimo perché nell’ultima settimana sono più che raddoppiati. Potrebbero addirittura triplicare’.Preoccupa il possibile aumento esponenziale dei ricoveri in terapia intensiva: ‘Il 28 marzo erano 3.856 – sottolinea Sestili – il 10 ottobre 390, ma tra dieci giorni potrebbero essere dieci volte tanto, con tutte le conseguenze che ne derivano soprattutto al Sud del Paese dove le strutture sanitarie non sono attrezzate come al Nord. Destinati a lievitare sono anche i ricoveri in ospedale, anche se ora il dato è confortante, 26.676 il 28 marzo contro i 4.336 del 10 ottobre’.

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Sestili: ‘Bisogna adottare qualche misura drastica, salverei solo le scuole’

Giorgio Sestili ritiene che non si possa andare avanti così. Bisognerebbe adottare qualche misura drastica come il contenimento della ‘movida’ e degli assembramenti delle persone nei luoghi chiusi. ‘Salverei solo le scuole – ha affermato il fisico – anche se opterei per lezioni in presenza solo a giorni alterni’.Resta, comunque, l’amarezza per non essere riusciti a sfruttare la tregua estiva.