Scuola, Arcuri: 'Forse il lavoro svolto non è stato sbagliato'
Scuola, Arcuri: 'Forse il lavoro svolto non è stato sbagliato'

Covid-19, i contagi continuano a salire così come la preoccupazione a scuola, nonostante i messaggi rassicuranti provenienti dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Nelle ultime ore, sul delicato argomento, è intervenuta l’onorevole Silvia Chimienti, ‘collega’ di partito della ministra. In un lungo post pubblicato su Facebook, la deputata del Movimento 5 Stelle ha indicato alcune riflessioni da fare sul particolare momento che sta vivendo la scuola.

Covid-19, Chimienti (M5S): ‘A scuola c’è molta preoccupazione’

scuola c’è molta preoccupazione – scrive l’onorevole Chimienti – Lo si tocca con mano. I contagi salgono di giorno in giorno e le aule, volenti o nolenti, non sempre sono luoghi sicuri.
Anche se molti contagi avvengono altrove, le scuole aperte moltiplicano le opportunità di incontro e assembramento.
E allora, crediamo ci siano diverse riflessioni da fare. Le facciamo senza alcuna polemica e con la sola intenzione di fotografare la realtà che viviamo ogni giorno.’

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Mascherina, distanziamento, trasparenza nel numero di contagi

Prima riflessione della deputata del M5S: ‘Gli alunni non hanno l’obbligo di indossare la mascherina, se sono seduti al banco. Ma non c’è nessun altro luogo in Italia in cui gruppi di 20-25 persone possano trascorrere 5-6 ore di seguito al chiuso senza indossarla. Il nuovo dpcm preveda l’obbligo di mascherina per gli studenti.
Secondo, ipotizzando che gli studenti riescano a stare per sei ore di fila in situazione di staticità, è sufficiente un metro di distanza o ne servono due? I documenti ufficiali si contraddicono: il governo chiarisca questo punto.

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Terzo, numeri dei contagi e comunicazioni ufficiali riguardo i casi di positività che si registrano nelle scuole: è possibile avere trasparenza? Non è un diritto dei lavoratori e delle famiglie venire a conoscenza della situazione dei contagi nella propria scuola? I numeri dei contagi nelle scuole sono realmente quelli che circolano o sono molti di più e sta diventando difficile anche per le ALS tracciarli?

Tamponi, isolamento fiduciario, didattica a distanza e vaccini

‘Quarto, protocolli differenti: perché ogni medico e ogni ASL decidono discrezionalmente se effettuare o meno i tamponi su studenti e personale? Sarebbe fondamentale avere la disponibilità di accedere ai tamponi velocemente e regolarmente, al momento invece si scoraggia il ricorso al tampone nella maggior parte dei casi.
Quinto, i docenti che hanno avuto ore di lezione in classi in quarantena non sempre vengono messi in quarantena a loro volta ma vengono costretti all’isolamento fiduciario attivo. Che significa: non puoi uscire di casa se non per andare a lavorare. Non sarebbe più corretto e sicuro richiedere ai docenti di stare in quarantena e semmai continuare a seguire i propri ragazzi a distanza?

Sesto, la demonizzazione della DAD. Ci sono riusciti a far passare l’idea che sia stato un fallimento mentre nella maggior parte dei casi è stato un esperimento riuscitissimo. Se almeno per le scuole superiori, nella prima parte dell’anno, si fosse previsto un mix di distanza e presenza si sarebbero liberati spazi per i più piccoli (quelli che fondamentalmente non possono restare soli a casa davanti al pc) e si sarebbe alleggerito il carico sui trasporti pubblici. E forse oggi il contagio sarebbe più contenuto. Si è ancora in tempo per invertire la rotta.
Settimo, vaccini antinfluenzali: il personale scolastico e gli studenti devono potervi accedere in massa e gratuitamente. I docenti non hanno un’indennità di rischio nella loro busta paga ma oggi sono in trincea come lo sono stati i medici qualche mese fa. Parole di Conte.’

Chimienti: ‘Il governo per primo tuteli gli insegnanti e restituisca loro il prestigio sociale che meritano’

‘Allora questo è il momento in cui si deve scegliere di tutelarli e valorizzarli, a fronte della richiesta di impegno e responsabilità. Non devono sentirsi mai più dire: “andate a lavorare, siete stati in spiaggia e ora non volete andare a scuola, volete la dad per non lavorare”. Il governo per primo tuteli gli insegnanti, rispetti il diritto alla salute loro e delle loro famiglie e gli restituisca il prestigio sociale che meritano. E chissà – conclude così la deputata grillina – che forse non ne usciremo davvero migliori.’