Covid-19, scontro Regioni-Azzolina su DAD alle scuole superiori ma il governo riflette

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo DPCM contenente le misure anti contagio Covid: le limitazioni hanno validità per i prossimi 30 giorni. Per quanto riguarda la scuola, per tutta la giornata di ieri, si sono rincorse voci e ipotesi riguardanti un possibile ritorno della didattica a distanza per le scuole superiori.

Covid-19 e scuola, Luca Zaia: ‘Didattica a distanza per gli ultimi anni delle superiori’

In particolar modo, l’idea del governatore del Veneto, Luca Zaia, è quella di mandare a casa gli studenti degli ultimi anni delle superiore per alleggerire il pesante carico dei trasporti pubblici. L’ipotesi di Zaia, come riporta il ‘Corriere della Sera‘ di oggi, martedì 13 ottobre 2020, è stata a lungo discussa e contestata.

Giovanni Toti, presidente della Liguria: ‘Stiamo suggerendo al Governo di trasformare in didattica a distanza alcune delle classi più adulte, cioè i ragazzi che possono stare a casa da soli senza incidere sulle esigenze familiari, questo soprattutto alla luce dell’aumento del contagio e dell’affollamento dei mezzi pubblici. Una proposta arrivata da alcuni governatori, ma non dalla Liguria’. Anche il presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha subito messo in chiaro che non si tratta di una sua proposta ma ‘di altre Regioni’.

Lucia Azzolina alza il muro sulla DAD: ‘Non se ne parla’ ma il governo sta riflettendo

Dal ministero dell’Istruzione e, in particolare, dalla ministra Lucia Azzolina è arrivato un ‘secco no’: la numero uno del dicastero di Viale Trastevere sarebbe andata su tutte le furie, ribadendo come i dati parlino di scuole italiane con i contagi più bassi d’Europa. ‘Non se ne parla – avrebbe ripetuto più volte la ministra in videoconferenza perché i focolai in classe, per ora, sono contenuti e i protocolli stanno funzionando; Inoltre, secondo la ministra Azzolina, genitori e studenti intendono frequentare in presenza come promesso dall’esecutivo per mesi.

Anche il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, ha ribadito il concetto: ‘Dobbiamo tutelare soprattutto il lavoro e la scuola’. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, però, non sembra arrendersi di fronte al rifiuto del governo: ‘Se tagliate ancora i posti del trasporto pubblico non resta che lasciare a casa gli studenti più grandi’.

Il governo si sta interrogando sulla questione e per ora prende tempo: ‘Niente misure nel nuovo DPCM’, ma la questione potrebbe ripresentarsi nell’immediato futuro.