Nuova Quota 41
Nuova Quota 41 per i lavoratori fragili

Alla vigilia dell’incontro con il Governo sul tema pensioni, i sindacati continuano a sostenere la necessità di introdurre una nuova Quota 41 per tutti. Resta, però, da capire come in questo momento lo Stato possa sostenere una misura che potrebbe richiedere un aumento della spesa previdenziale.

Nuova Quota 41 per i lavoratori fragili

Domani, mercoledì 14 ottobre, avrà luogo il nuovo confronto sul tema pensioni. Se da un lato i sindacati hanno intenzione di portare avanti Quota 41 per tutti e la flessibilità in uscita dai 62 anni, dall’altro il Governo deve tirare la corda per via del Recovery Fund.

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L’unico punto su cui parrebbe esserci una convergenza di opinioni è la questione dei lavori gravosi, una categoria da tutelare e allargare in termini di beneficiari.

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A causa della pandemia, insieme a questo aspetto, è emersa anche l’esigenza di salvaguardare quelli che sono stati definiti lavoratori fragili. Si tratta di soggetti con patologie pregresse, età avanzata e stato di salute incerto che risultano, quindi, più esposti alla minaccia del Coronavirus.

Pertanto, è altamente probabile che immunodepressi, malati oncologici e malati cronici possano rientrare nell’Anticipo Pensionistico sociale così come i lavoratori gravosi. In questa stessa direzione, si arriverebbe, poi, ad estendere Quota 41 anche ai lavoratori fragili.

Flessibilità in uscita

Per quanto riguarda, invece, la questione della flessibilità in uscita i sindacati sembrano escludere possibili accordi su Quota 102.

Con questa manovra, infatti, benché si eviterebbe lo scalone di cinque anni, la soglia della pensione anticipata salirebbe comunque a 64 anni di età con 38 di contributi versati. Un peggioramento, quindi, rispetto a Quota 100. Ad ogni modo, durante l’incontro del 14 ottobre, ci saranno prima da risolvere questioni più urgenti:

Due misure in scadenza il 31 dicembre 2020 e che quasi certamente verranno prorogate anche per l’anno prossimo.