Organico docenti 'Covid', Nota Ministero Istruzione del 13 ottobre: precisazioni

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la Nota N. 1843 del 13 ottobre avente come oggetto ‘Organico docenti ‘COVID”. Il Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, dottor Marco Bruschi, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’impiego dell’organico cosiddetto ‘Covid’ in relazione all’organico dell’autonomia e alla cosiddetta categoria dei ‘potenziatori’. Ecco il testo della Nota ministeriale.

Nota Ministero Istruzione N. 1843 del 13 ottobre su ‘Organico docenti Covid’

Nella Nota N. 1843 del 13 ottobre, si sottolinea come siano ‘arrivate al dipartimento diverse richieste in merito all’impiego dell’organico cosiddetto “COVID” per quanto concerne il personale docente.
Come è noto, ai sensi dell’Ordinanza del Ministro dell’istruzione 5 agosto 2020, si tratta di risorse straordinarie da impiegarsi al fine di sopperire alle “comprovate necessità connesse al rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” e, come tali, rientrano comunque nella gestione più generale dell’“organico dell’autonomia”, da impiegare complessivamente a cura del Dirigente scolastico.


In particolare – prosegue la Nota – è stata segnalata la riemersione della cosiddetta categoria dei “potenziatori”, inesistente a livello normativo e sulla quale già si sono espresse con chiarezza le Note sugli organici, e dei conseguenti cambi di cattedra mano mano che giungono a conclusione le operazioni di assegnazioni delle supplenze.
Si fa presente che l’utilizzo ottimale dell’organico, da parte del dirigente scolastico, non può che privilegiare da un lato le esigenze di contenimento epidemiologico, dall’altro i migliori risultati di apprendimento, a proposito dei quali la positiva continuità didattica rappresenta un aspetto di assoluto
rilievo.


Approfitto dell’occasione – continua il dottor Marco Bruschi – per evidenziarvi la necessità di una particolare attenzione alle classi seconde di scuola primaria, che lo scorso anno scolastico possono aver conseguito, più di altre, un parziale raggiungimento degli apprendimenti previsti, soprattutto con riferimento alle capacità di scrittura e di lettura, da recuperarsi prioritariamente, oltre che nell’attività didattica ordinaria, anche attraverso il ricorso ai piani di integrazione degli apprendimenti.’