Concorso straordinario: 'Sfida personale Azzolina, siamo ancora in tempo'

Concorso straordinario, tra una settimana esatta, il 22 ottobre, partirà lo svolgimento delle prove d’esame per i docenti con più di 3 annualità di servizio. A questo proposito, il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, ha lanciato l’ennesimo appello alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, affinché torni sui propri passi e sancisca il rinvio della procedura concorsuale a motivo dell’emergenza Covid.

Covid-19 e concorso straordinario, Uil: ‘Il governo chiede senso di responsabilità, e la ministra?’

‘Le scuole sono in una situazione di difficoltà: questo è chiaro a tutti – ha dichiarato Turi menzionando il fatto che il governo si stia appellando al senso di responsabilità degli italiani – Ci aspetteremmo analoga responsabilità da parte del ministro dell’istruzione che appare più interessata a portare avanti una battaglia personale che guardare ad un interesse superiore. Evidentemente ritiene che le due cose coincidano – ha sottolineato il segretario Uil – Se provasse per una volta ad ascoltare chi la pensa diversamente, almeno le sorgerebbe il dubbio.’

Concorso straordinario, per Azzolina è ‘una sfida personale’

In effetti, da più parti si sta invocando un ripensamento per questo concorso straordinario ‘targato Azzolina’: ‘Per il ministro, invece, – sottolinea Turi – è diventata una vera e propria sfida nei confronti dei politici, di opposizione e di maggioranza, degli scienziati, dei sindacati e del buon senso.
Sarà come ha affermato di recente che fare il ministro dell’istruzione è il mestiere più bello del mondo è che ha realizzato un sogno. Non vorremmo – prosegue il segretario Uil – che al sogno del ministro corrispondesse l’incubo dei docenti costretti ad uno stress non indifferente, ad andare in regioni diverse, rischiare di contagiare ed essere contagiati.

Turi (Uil): ‘Sarà ricordato come un concorso inutile e dannoso, il pasticcio si può ancora evitare’

‘A chi giova questa presa di posizione? Alla scuola? Non pensiamo proprio. Al merito e alla qualità? Non è una batteria di quesiti a decidere della qualità di nessuno. Dei precari? Sono in classe e resteranno in classe ad insegnare. Restano poi coloro che non lo potranno fare perché in quarantena o in malattia con sorveglianza attiva. Questo sarà ricordato come un concorso inutile e dannoso – conclude Pino Turi – Un concorso della discordia. Un pasticcio che si può ancora evitare.’