Comunicato Coordinamento precari/ie della scuola di Bologna e Modena: 'No al concorso straordinario'

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dal Coordinamento precari/ie della scuola di Bologna e Modena.

No al concorso straordinario: dal presidio del 14 ottobre organizzato da Rete Bessa, Coordinamento Precari/-ie e Cobas scuola Bologna davanti all’Ufficio Scolastico di Bologna

Dal presidio del 14 ottobre organizzato da Rete Bessa, Coordinamento Precari/-ie e Cobas scuola Bologna davanti all’Ufficio Scolastico di Bologna

Perché indire un concorso in presenza mentre al contempo si intima la gente a chiudersi in casa per evitare l’espansione dell’epidemia?
Perché chi ha la sfortuna di finire in quarantena deve essere escluso dal concorso a causa dell’assenza di una prova suppletiva?
Perché indire un concorso in presenza, quando è tranquillamente possibile assumere con un concorso per titoli ed anni di servizio? In generale, perché chi lavora nella scuola da più di tre anni non può essere assunto?
Perché bandire un concorso ordinario e uno straordinario per 80mila posti, quando i posti da coprire sono più di 200mila?
Perché un concorso della scuola deve essere un evento fiabesco e fantasmagorico e non può avere cadenza fissa?
Perché nel periodo più delirante dell’anno più delirante degli ultimi deliranti anni dobbiamo rincorrere questi interrogativi?

Questi sono i principali – non gli unici, sia chiaro- misteri che aleggiano nel mondo della scuola in questo periodo. Una scuola che è non-iniziata il 14 settembre, dove classi di 25 individui sono mandate in quarantena a fasi alterne. Come ampiamente previsto e prevedibile.
Ma d’altronde “perché non si investe nella scuola?” è il più grande dei misteri.

Per provare a dare una spiegazione a queste domande abbiamo proposto il reading di alcuni estratti da “Misteri dei Ministeri”, di Augusto Frassineti, che nel 1952 si interrogava su come il potere della ministeriali giocava con le vite delle persone.

Chiediamo:

  1.  la stabilizzazione dei docenti precari con tre anni scolastici di servizio tramite l’immediata trasformazione del concorso straordinario in concorso per titoli e servizi;
  2. l’abolizione del vincolo quinquennale;
  3. una riforma del sistema di reclutamento sul sostegno che stabilizzi coloro che, già ultraselezionati, sono in posssesso della specializzazione assieme a coloro che hanno maturato tre anni di servizio sul sostegno
  4. il ripristino effettivo del doppio canale con il diritto all’assunzione per chi progressivamente raggiunga tre anni di servizio e, parallelamente, l’indizione di concorsi ordinari stabili e periodici per i neolaureati.

Coordinamento precari/ie della scuola di Bologna e Modena