Covid19, boom contagi e nuovo DPCM in arrivo: Conte parla di 'strategia diversa e nuova'

Covid-19, il boom di contagi non accenna ad arrestarsi: ieri si è addirittura sfondato il muro dei 10mila casi nelle ultime 24 ore con 150.377 tamponi effettuati. 

Covid-19, nuovo DPCM in arrivo

Uno scenario decisamente allarmante che sta mettendo pressione sugli ospedali, uno scenario che sta spingendo il governo verso un nuovo DPCM che potrebbe essere varato entro domenica sera, anche se il ministro della Salute, Roberto Speranza, invita alla calma: meglio pensare a un intervento più efficace, con un paio di giorni in più di riflessione che un’altra soluzione intermedia. L’obiettivo dell’esecutivo sembra essere quello di annullare la movida e di mettere un freno alle attività ludiche non essenziali, per salvaguardare la scuola e le attività economiche.

Conte: ‘Dobbiamo affrontare questa ondata con strategia nuova e diversa’

‘Dobbiamo evitare il lockdown – ha dichiarato il premier Conte – non dico che è meno pericolosa l’ondata, ma che abbiamo lavorato. Dobbiamo affrontare questa ondata con strategia diversa e nuova, che non prevede più il lockdown’. 

Bar e ristoranti, sport e smart working

I ristoranti e gli altri locali potrebbero chiudere alle 22 ma non mancano le controversie: il Partito democratico starebbe spingendo in questa direzione, il premier avrebbe dei dubbi. Ciò significherebbe l’apertura dei ristoranti per l’orario di cena, con la sola possibilità della consegna a domicilio. Stop alle scuole calcio e, in generale, alle altre che riguardano sport di contatto. Anche gli sport dilettantistici potrebbero essere fermati. Smart working obbligatorio in una percentuale che dovrà essere ancora definita. Anche le palestre dovrebbero finire nel mirino del nuovo provvedimento. Se tutto questo non dovesse ancora bastare, il prossimo step potrebbe essere il lockdown totale nel fine settimana ma, eventualmente, se ne parlerà più avanti. 

Scuola

Per quanto riguarda la scuola, il governo potrebbe andare verso il rafforzamento della didattica a distanza per le scuole superiori, quantomeno per le ultime tre classi. In alcuni casi alternando le lezioni mattutine a quelle pomeridiane. Si partirà dalle Regioni del Nord. Per le scuole primarie, invece, si sta pensando ad uno scaglionamento degli orari d’ingresso tra le 8 e le 11, forse anche più largo. Su questo aspetto, si confronteranno il ministro Francesco Boccia e le Regioni. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, invece, frena: vuole interventi più circoscritti per le superiori: ‘Per me – ha affermato la ministra – le elementari e le medie aperte non sono negoziabili’.