Il settore scolastico è sicuramente uno di quelli più colpiti negli ultimi mesi, in cui l’Italia sta affrontando il problema dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19. Proprio sul tema dell’apertura o della chiusura delle scuole c’è un acceso dibattito, visto che viene giudicato come uno degli anelli deboli della catena per quanto riguarda la lotta alla diffusione del contagio. In realtà bisogna avere uno sguardo più attento e ampio sul quadro generale.

Nonostante nei mesi estivi siano state messe in atto misure strategiche di prevenzione proprio in vista della riapertura degli istituti, un’alta percentuale di individui positivi è stata riscontrata proprio tra alunni, professori e personale scolastico. Impossibile non dare la colpa anche al traporto pubblico, visto che molti studenti si spostano in autobus o in treno e questi sono troppo affollati la mattina, tuttavia deve esserci qualcosa da cambiare anche alla base del sistema scolastico.

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Lezioni Online

C’è bisogno di lungimiranza e di voglia di cambiare le cose. In realtà una soluzione è sotto gli occhi di tutti già da qualche anno e intanto sta prendendo piede nelle università frontali: stiamo parlando del modello università telematiche. Alcuni atenei tradizionali stanno prendendo spunto proprio dall’esperienza degli atenei online per continuare a fare lezione senza problemi. Alcune facoltà hanno deciso di proporre lezioni che possono essere seguite sia da remoto, sia in presenza, seppure per un numero ristretto di studenti che possono prenotare il proprio posto in aula semplicemente con un click.

Negli atenei online l’offerta formativa è sì in modalità e-learning, ma sempre coordinata da un tutor a disposizione degli iscritti per qualsiasi dubbio. Inoltre i video delle lezioni, insieme ad ulteriori approfondimenti, sono messi a disposizione di tutti nella piattaforma online dell’università in modalità asincrona (quindi tramite registrazioni). Potrebbe essere un modo anche per i liceali di poter rivedere le lezioni per intero o qualche passaggio specifico che non è stato compreso al meglio.

Lo stesso potrebbe accadere anche su tutto il restante reparto scolastico: perché non può essere adottata la didattica a distanza anche nella scuola?

Ovviamente la didattica in presenza non deve essere completamente annullata: nelle scuole potrebbero esserci dei turni per ogni classe, quindi scaglionati da casa e in aula. Qualche giorno a settimana la presenza a scuola è necessaria, visto che potrebbero esserci dei risvolti negativi per gli stessi adolescenti, come la perdita di socializzazione e la mancanza di dinamiche di gruppo.

Tra i problemi principali delle lezioni da remoto troviamo proprio l’amplificazione delle disuguaglianze sociali che già venivano superate con difficoltà nella didattica tradizionale. Lo stress dell’isolamento può peggiorare la situazione, soprattutto in caso di ragazzi con disabilità. Senza dimenticare che il modello della didattica a distanza sottintende anche una certa autonomia nel gestire lo studio e i più piccoli potrebbero avere problemi nella gestione senza un supporto di una persona più grande, soprattutto se i genitori a casa non sono disponibili a causa degli impegni lavorativi.

Edilizia Scolastica

Altro punto importante è quello degli accessi contingentati, quindi limitati ad un tot di alunni alla volta. Per rispettare le dovute distanze di sicurezza è necessario diminuire il numero di studenti nelle classi. Garantire però le lezioni in presenza a tutti e allo stesso tempo evitare il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio” è davvero complicato.

Evidentemente misurare le distanze tra i banchi non è bastato, visto che spesso tra ragazzi, insegnanti e docenti di sostegno alcune classi vedono un totale di ben 35 persone nella stessa stanza. Risale proprio allo scorso marzo l’ultimo rapporto Legambiente con l’indagine “Ecosistema Scuola” sull’edilizia scolastica in Italia che riporta una qualità scarsa delle strutture. Se fino ad oggi – chissà perché – si è potuto aspettare, l’emergenza Covid-19 ha reso necessario un adeguamento urgente.

Proprio per questo motivo la Camera dei deputati ha approvato il decreto legge n.104/2020, più comunemente conosciuto come “Decreto Agosto”: si tratta di un provvedimento che contiene alcune misure anche nel mondo della scuola come la salvaguardia dei contratti per il personale assunto nel periodo dell’emergenza, le risorse per l’affitto di spazi aggiuntivi per la didattica e proprio fondi per l’edilizia scolastica. “Tutto quello che può decongestionare il traffico, a partire dallo scaglionamento a scuola, dobbiamo farlo senza discussioni aspre. In questo momento ci vuole unità tra Stato, regioni e enti locali”, ha dichiarato recentemente il ministro per le Autonomie regionali Francesco Boccia. Orari scaglionati e didattica a distanza per le scuole superiori: sono questi i punti chiave della scuola del futuro?